Trump attacca Italia ed Europa, Fabbri: “Reazione impulsiva, aspettative irrealistiche sugli alleati”

A Omnibus l’analisi del direttore di Domino: nel mirino di Washington anche Roma, ma il contesto è segnato da tensioni e scelte ideologiche.

L’Italia sotto i riflettori Usa

Nel corso della trasmissione Omnibus su La7, il direttore della rivista Domino Dario Fabbri ha analizzato le recenti critiche di Donald Trump nei confronti dell’Italia e, più in generale, dell’Europa.

Secondo Fabbri, l’attenzione mediatica americana verso il nostro Paese rappresenta un elemento inusuale, con un livello di esposizione che raramente si registra nei rapporti transatlantici.

Una fase di tensione

L’analisi del direttore di Domino colloca gli attacchi in un contesto più ampio, caratterizzato da una forte tensione politica. Le dichiarazioni dell’ex presidente statunitense non sarebbero il risultato di una strategia mirata, ma piuttosto l’espressione di una fase complessa, segnata da reazioni verso interlocutori ritenuti non allineati.

“Trump inserisce questi strali contro di noi in un momento di grande isteria da parte sua”, ha osservato Fabbri, facendo riferimento al clima generale che accompagna le scelte dell’amministrazione, in particolare sul dossier iraniano.

Un’impostazione ideologica

Nel suo intervento, Fabbri ha sottolineato il carattere ideologico dell’attuale impostazione politica statunitense. A suo avviso, si tratta di una delle fasi più marcate in tal senso, paragonabile solo ad alcuni precedenti storici.

“Questa è un’amministrazione molto ideologica”, ha spiegato, evidenziando al tempo stesso una contraddizione interna legata alla figura di Trump.

Il nodo degli alleati

Particolare attenzione è stata dedicata al caso italiano. Secondo Fabbri, Washington si aspetta un sostegno più deciso da parte dei Paesi considerati vicini sul piano politico. Quando questo non avviene, la reazione tende a irrigidirsi.

“[…] i paesi ideologicamente vicini a noi […] non vengano ad aiutarci […] è ritenuto intollerabile da Washington”, ha affermato.

Le aspettative sulla crisi iraniana

In conclusione, Fabbri ha definito poco realistiche le aspettative americane rispetto a un coinvolgimento diretto degli alleati europei nella crisi con l’Iran.

“[…] che i Governi europei […] andassero a morire per Hormuz […] era perlomeno onirico”, ha dichiarato, sottolineando la distanza tra le richieste statunitensi e le scelte dei governi europei.

Lascia un commento