Salvini esulta per AfD, scontro Aprile-Senaldi: “Non è comunismo tutto ciò che non è estrema destra”

Il punto del confronto è soprattutto politico: Salvini interpreta la vittoria di AfD come la prova che in Europa sta crescendo una destra più radicale e sovranista, mentre Marianna Aprile si chiede se questa scelta possa avere conseguenze anche sugli equilibri italiani.

Quando Salvini parla di «successo clamoroso» e dice che «un’altra Europa è possibile», sta sostanzialmente dicendo che il risultato di AfD dimostrerebbe l’esistenza di uno spazio crescente per forze contrarie all’attuale impostazione dell’Unione europea, soprattutto su immigrazione, sovranità nazionale e politiche comunitarie.

Aprile mette però l’accento su un altro aspetto: la vicinanza politica di Salvini ad AfD potrebbe spostare ulteriormente la Lega verso destra. Da qui la domanda sugli equilibri del centrodestra italiano e su Futuro Nazionale: se Salvini insiste su posizioni molto radicali, potrebbe entrare in concorrenza con altre forze che cercano lo stesso tipo di elettorato.

Senaldi contesta però il paragone Germania-Italia. Il suo ragionamento è che AfD ha in alcune zone tedesche un peso elettorale molto forte, mentre le forze italiane considerate più radicali hanno rapporti di forza differenti. Quindi, secondo lui, non si può automaticamente immaginare che ciò che avviene in Germania possa ripetersi in Italia.

Poi Senaldi prova a spiegare il successo di AfD nell’Est tedesco collegandolo alle difficoltà economiche e sociali lasciate dalla lunga esperienza della Germania orientale comunista. È qui che Aprile interviene con la frase:

«Non è che è comunismo tutto quello che non è estrema destra».

Con questa battuta contesta una spiegazione troppo semplicistica: secondo Aprile, non si possono attribuire automaticamente tutti i problemi dell’Est tedesco all’eredità comunista, né interpretare il successo dell’estrema destra come una naturale reazione a quel passato.

Salvini vede AfD come un modello o comunque come il segnale di una svolta europea; Aprile evidenzia il rischio di una radicalizzazione della Lega; Senaldi sostiene invece che il fenomeno tedesco abbia caratteristiche storiche ed elettorali proprie e non sia direttamente trasferibile all’Italia.

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