Caracciolo: “Sull’immigrazione c’è un consenso culturale che preoccupa”

Intervento del direttore di Limes su La7: analisi su immigrazione, rimpatri e affinità politiche tra destra italiana ed europea. Critiche sul piano istituzionale.

Il confronto in studio tra rimpatri e strategia politica

Il tema dell’immigrazione torna al centro del dibattito televisivo durante una puntata di Otto e Mezzo, in onda su La7 e condotto da Lilli Gruber. Ospite della trasmissione, Lucio Caracciolo ha commentato i dati e le politiche legate ai flussi migratori, inserendoli nel più ampio scenario politico nazionale ed europeo.

Nel corso del confronto si è partiti dai numeri sui rimpatri, indicati in circa 6.000, e dall’iniziativa organizzata a Milano da Matteo Salvini insieme ai cosiddetti “Patrioti europei”. L’immigrazione viene descritta come uno dei temi centrali dell’agenda delle forze di destra, mentre dalle opposizioni arrivano critiche sull’impostazione adottata dal governo, ritenuta in linea con alcune posizioni espresse negli Stati Uniti.

Le parole su Meloni e il rapporto con Trump

Nel suo intervento, Caracciolo ha fatto riferimento anche alle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni precedenti aveva preso le distanze dal presidente americano Donald Trump.

“Purtroppo sì ma la cosa interessante è che noi abbiamo visto come in questi giorni, con un certo ritardo, Giorgia Meloni abbia preso le distanze da Trump”, ha osservato il direttore di Limes, definendo il gesto “Non proprio un esempio di coraggio politico ma insomma comunque una forma di realismo”.

Secondo l’analista, tuttavia, le differenze espresse sul piano formale non incidono sulle posizioni di fondo: “il problema è che lei la pensa come lui. Cioè può prendere tutte le distanze che vuole ma sulle questioni fondamentali come quella che trattiamo oggi cioè sulla possibilità di prendere degli esseri umani e sbatterli fuori e compensare gli avvocati perché non li difendono c’è un consenso di fondo che è culturale.”

Le preoccupazioni sul piano istituzionale

L’analisi si è poi spostata sulle possibili ricadute istituzionali di questo orientamento. “E questo secondo me per un Paese democratico per un Paese basato su istituzioni democratiche è qualcosa di molto grave perché vuol dire giocare con le istituzioni e con anche direi il senso comune”, ha dichiarato Caracciolo.

Nel passaggio conclusivo, il direttore di Limes ha precisato di non voler entrare nel merito dell’andamento politico di Trump, ma di concentrarsi sul quadro ideologico più ampio: “Quindi Trump ha i suoi problemi soprattutto per via della guerra ma non solo. Ma sto parlando dell’ideologia che c’è. Insomma un’ideologia fondamentalmente razzista lo si può dire credo chiaramente in Trump, esplicito, magari da queste parti un po meno, ma insomma ci sono gli esseri umani e quelli che sono un po meno di esseri umani.”

Lascia un commento