Augias sta sostanzialmente difendendo Ranucci, ma senza assolverlo da ogni responsabilità.
Il senso è questo: secondo Corrado Augias, Sigfrido Ranucci sarebbe finito in difficoltà più per ingenuità e per eccessiva fiducia che per malafede. In particolare gli rimprovera tre cose:
- di essersi fidato troppo di una persona poco raccomandabile: quando Augias dice «un personaggio non commendevole», intende una persona non particolarmente stimabile o affidabile;
- di aver fatto troppo affidamento sulla propria popolarità e reputazione, pensando forse che il prestigio acquisito con il suo lavoro potesse proteggerlo dalle conseguenze;
- di essere stato, quindi, «un po’ ingenuo», sottovalutando i rischi della situazione.
Quando dice che Ranucci è «una vittima di una serie di circostanze», Augias sposta dunque il giudizio: non lo presenta come qualcuno che avrebbe agito consapevolmente in modo scorretto, ma come una persona che avrebbe commesso errori di valutazione.
In parole molto semplici: “Ranucci ha sbagliato a fidarsi e ha probabilmente sopravvalutato quanto la sua notorietà potesse proteggerlo, ma non per questo va considerato il principale responsabile di ciò che è accaduto.”