Le ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto ridisegnano gli equilibri tra le principali coalizioni e mettono in evidenza soprattutto il peso crescente di Roberto Vannacci.
Durante In Onda, su La7, sono stati mostrati i dati relativi alle coalizioni politiche. Il campo largo viene indicato al 43,8%, mentre l’attuale coalizione di centrodestra si ferma al 40,4%.
Un vantaggio di 3,4 punti che, però, deve essere letto tenendo conto di un elemento decisivo: nel dato attribuito al centrodestra non è compreso Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.
Futuro Nazionale raggiunge il 7,7%
Secondo i dati mostrati durante la trasmissione, Futuro Nazionale viene dato al 7,7%, con un consenso indicato in crescita.
Ed è proprio questo risultato a rendere particolarmente delicata la situazione per Giorgia Meloni. Sul piano puramente numerico, infatti, l’eventuale ingresso del partito di Vannacci nell’area del centrodestra cambierebbe nettamente i rapporti di forza.
Il problema, tuttavia, non sarebbe soltanto elettorale. A pesare sarebbero soprattutto le distanze politiche e il possibile impatto di un’alleanza sul profilo internazionale dell’attuale maggioranza.
Sardoni: “Un problema per Meloni”
A soffermarsi su questo punto è stata Alessandra Sardoni, che durante In Onda ha evidenziato le difficoltà che potrebbe incontrare la presidente del Consiglio di fronte a un’eventuale alleanza con Vannacci.
“Io credo che l’alleanza con Vannacci sia difficile per il posizionamento internazionale del governo”, ha spiegato la giornalista.
Una difficoltà che, secondo Sardoni, riguarda direttamente la premier: “Credo sia veramente un problema per Meloni”.
La questione diventa quindi politica oltre che aritmetica. Da una parte c’è un Futuro Nazionale al 7,7%, percentuale che potrebbe risultare decisiva nella competizione tra le coalizioni; dall’altra c’è la necessità per Meloni di valutare la compatibilità di quella forza politica con la linea e con le alleanze internazionali del governo.
Il dato più significativo dei sondaggi diventa così proprio questo: senza Vannacci il centrodestra viene dato dietro al campo largo, mentre il consenso raccolto da Futuro Nazionale assume un peso potenzialmente determinante nella costruzione delle future alleanze.