Radiografie con danni irreversibili alle vie aeree riaccendono il dibattito sui rischi dello svapo, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Il caso rilanciato da Matteo Bassetti
Negli ultimi anni le sigarette elettroniche hanno conosciuto una diffusione crescente, in particolare tra i più giovani, spesso percepite come alternativa meno dannosa rispetto al fumo tradizionale. A riaccendere l’attenzione sui possibili effetti collaterali è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova.
Attraverso un post sui social, l’infettivologo ha condiviso l’immagine di una radiografia definita “polmone a popcorn”, termine utilizzato per descrivere alterazioni compatibili con la bronchiolite obliterante, una patologia caratterizzata da infiammazione e cicatrizzazione delle piccole vie aeree. Il nome deriva dal diacetile, sostanza impiegata in passato per aromatizzare i popcorn, che se inalata può risultare tossica per il tessuto polmonare.
Secondo quanto riportato da diversi studi, tracce di diacetile o di sostanze sostitutive sono state individuate in alcuni liquidi per sigarette elettroniche, in particolare nei prodotti non regolamentati. Le immagini radiologiche mostrerebbero ispessimenti e segni di danno strutturale non reversibile.
Cos’è la bronchiolite obliterante e quali sono i sintomi
La bronchiolite obliterante colpisce i bronchioli, le diramazioni più sottili dell’apparato respiratorio. L’infiammazione persistente può evolvere in cicatrici che restringono progressivamente il passaggio dell’aria. In passato era associata soprattutto a esposizioni professionali a sostanze chimiche industriali, ma negli ultimi anni sono stati segnalati casi anche in soggetti giovani senza precedenti lavorativi a rischio.
I sintomi possono svilupparsi lentamente: tosse cronica, respiro sibilante, affanno anche per sforzi modesti. La progressione graduale rende complessa una diagnosi precoce. Quando le alterazioni risultano visibili alla TAC ad alta risoluzione, il processo può essere già in fase avanzata. Le terapie attualmente disponibili possono attenuare i disturbi e rallentare l’evoluzione della malattia, ma non ripristinano il tessuto polmonare danneggiato.
Cosa contiene il vapore e i dati sull’uso tra i giovani
Il vapore prodotto dalle e-cig non è costituito da semplice acqua, ma da una miscela di solventi, nicotina e aromi. Molte sostanze sono considerate sicure se ingerite, ma il riscaldamento e l’inalazione diretta nei polmoni possono modificarne le proprietà chimiche. Gli aromatizzanti utilizzati negli e-liquid sono numerosi e, secondo alcuni studi, possono trasformarsi in composti irritanti o tossici quando sottoposti a elevate temperature.
L’attenzione è rivolta soprattutto agli adolescenti. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 100 milioni di persone nel mondo utilizzano sigarette elettroniche, con una quota significativa rappresentata da giovani tra i 13 e i 15 anni. In diversi Paesi i ragazzi risultano molto più propensi degli adulti a svapare.
Nel dibattito rientrano anche i prodotti a tabacco riscaldato, spesso presentati come alternative a rischio ridotto. Pur differendo per tecnologia, condividono l’esposizione ripetuta a aerosol contenenti nicotina e altre sostanze potenzialmente irritanti. Le evidenze scientifiche indicano che, sebbene alcune tossine possano essere presenti in quantità inferiori rispetto al fumo tradizionale, non si può parlare di assenza di rischi.
Il messaggio lanciato da Bassetti invita a rafforzare prevenzione, informazione e regolamentazione, sottolineando che l’idea di uno svapo privo di conseguenze per la salute respiratoria non trova riscontro nelle evidenze cliniche disponibili.
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