Indagine sull’audio privato dell’ex ministro Sangiuliano: Boccia e Tarallo verso il processo

La Procura di Roma contesta la diffusione di una conversazione privata tra l’ex ministro e la moglie. Sequestrato il file audio, ora si valuta il rinvio a giudizio.

La Procura di Roma ha notificato l’avviso che precede la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Maria Rosaria Boccia e del giornalista Carlo Tarallo, indagati per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

I fatti risalgono al 26 agosto 2025 e si inseriscono nella vicenda che portò alle dimissioni di Sangiuliano dal governo guidato da Giorgia Meloni. Al centro dell’inchiesta c’è la diffusione di frammenti audio di una conversazione privata tra l’ex ministro e la moglie.

L’audio contestato

Secondo l’ipotesi accusatoria, Boccia e Tarallo avrebbero divulgato parti di una registrazione che l’imprenditrice si sarebbe procurata “indebitamente”, imponendo a Sangiuliano di mantenere aperta una conversazione telefonica mentre parlava con la moglie. I frammenti audio sarebbero stati pubblicati sui canali social Facebook e Instagram della testata “Anteprima 24” e sul sito online collegato.

Nei mesi scorsi il giudice per le indagini preliminari di Roma ha disposto il sequestro preventivo del file audio, eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo nell’ambito dell’inchiesta avviata dopo l’esposto presentato dall’ex ministro.

I prossimi passaggi giudiziari

La notifica dell’avviso consente ora agli indagati di depositare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero titolare del procedimento, la sostituta procuratrice Barbara Trotta.

Parallelamente, è fissata in Procura a Roma l’udienza preliminare in un altro procedimento che vede Boccia accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell’ex ministro.

La posizione della difesa

In una dichiarazione, Maria Rosaria Boccia ha affermato di non aver ancora visionato gli atti di indagine e di ritenere “superfluo e fuori luogo” ogni commento nel merito. Ha ribadito la propria estraneità a condotte contrarie alla legge, auspicando che la vicenda possa concludersi con un’archiviazione nelle sedi competenti.

La vicenda resta ora nelle mani dell’autorità giudiziaria, chiamata a valutare se sussistano gli elementi per il rinvio a giudizio e l’eventuale apertura di un processo.

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