A “4 di Sera” confronto acceso sul nuovo decreto sicurezza. Giordano difende il giro di vite del governo, Cento accusa: “Solo norme repressive non aiutano”.
Non solo Olimpiadi Milano-Cortina e riforma della giustizia. Nel dibattito politico degli ultimi giorni è tornato centrale il nuovo decreto sicurezza varato dal governo guidato da Giorgia Meloni, e il tema è finito al centro del confronto televisivo su 4 di Sera, in onda su Rete 4 e condotto da Paolo Del Debbio.
Il provvedimento prevede un inasprimento delle misure contro le manifestazioni violente, nuove regole sulle armi – anche in ambito scolastico – e interventi in materia di immigrazione. In studio, il confronto si è acceso tra Mario Giordano, volto di Fuori dal coro, e l’europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra Benedetta Scuderi.
“Non cambia nulla per chi manifesta pacificamente”
Giordano ha respinto le accuse di deriva autoritaria rivolte al governo dopo il primo decreto sicurezza.
“Ho sentito parlare di torsione autoritaria, di fine delle manifestazioni. Ma abbiamo vissuto in un Paese dove si manifesta continuamente, per fortuna”, ha detto.
Secondo il giornalista, il decreto non limita il diritto di protesta, ma introduce uno strumento preventivo in più: “Se so che uno va in piazza con un martello, lo fermo prima. Come allo stadio: se c’è qualcuno che va con le bombe per scatenare la guerra, e la polizia lo sa, lo può fermare prima”.
Giordano ha poi rilanciato con una frase destinata a far discutere: “L’unica libertà negata in questo Paese è quella dei cittadini di circolare tranquilli per le loro strade. E la libertà di chi vuole manifestare pacificamente, perché ci sono i violenti”.
La replica: “Non si può legiferare sull’onda dell’emotività”
Di tutt’altro avviso Paolo Cento, storico esponente dei Verdi e della sinistra radicale.
Secondo Cento, il rischio è quello di legiferare sull’onda dell’emozione dopo fatti di cronaca: “Non possiamo ogni giorno vedere un fatto e fare una norma ad hoc pensando di evitarne la ripetizione. Non funziona così”.
Per l’esponente politico, puntare esclusivamente su norme repressive non aiuta a rafforzare la democrazia, ma rischia di irrigidire il clima sociale: “Fare solo norme repressive non ci aiuta, serve solo a incattivire questo Paese”.
Il confronto televisivo riflette uno scontro politico più ampio: da una parte chi rivendica la necessità di strumenti più incisivi per prevenire violenze e garantire ordine pubblico; dall’altra chi teme un’eccessiva compressione delle libertà e contesta l’approccio securitario come risposta strutturale ai problemi sociali.
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