Il vicepremier propone di modificare la Costituzione sul vincolo di mandato. Frecciata a Vannacci e difesa del nuovo decreto sicurezza.
Il tema del vincolo di mandato torna al centro del dibattito politico. Ospite a Otto e mezzo su La7, Matteo Salvini ha rilanciato l’idea di modificare l’articolo della Costituzione che consente ai parlamentari di non essere vincolati al partito con cui sono stati eletti.
«Vieni eletto con un partito, cambi idea? Ti dimetti», ha affermato il leader della Lega, facendo riferimento all’uscita di Roberto Vannacci, eletto al Parlamento europeo con il Carroccio e oggi fondatore di Futuro Nazionale.
La frecciata all’ex vicesegretario
Nel corso del confronto televisivo, Salvini ha sottolineato come nella scorsa legislatura oltre 300 parlamentari abbiano cambiato gruppo politico. «Lui è uno di quei trecento», ha osservato, riferendosi a Vannacci, aggiungendo di non provare rancore ma di considerare la scelta sbagliata.
Il vicepremier ha parlato di una promessa disattesa: «Da uomo in divisa mi aveva detto: avanti insieme. Poi è diventato: mi tengo il posto». E ha ribadito che, a suo giudizio, dividere il centrodestra non porta risultati.
Salvini ha inoltre escluso ipotesi di collaborazione con la nuova formazione politica guidata dall’ex generale, ricordando che Vannacci ha lasciato il partito con critiche al governo. Nella stessa occasione ha citato anche Carlo Calenda e Matteo Renzi, sostenendo che un loro eventuale ingresso nel centrodestra sarebbe un errore.
Decreto sicurezza e ruolo del Quirinale
Nel dibattito si è parlato anche del nuovo decreto sicurezza varato dal governo. Alla domanda se il testo fosse stato modificato dopo l’interlocuzione con il Quirinale, Salvini ha risposto richiamando il ruolo del presidente Sergio Mattarella e negando cambiamenti sostanziali.
Tra le misure citate dal ministro delle Infrastrutture figurano il fermo preventivo fino a 12 ore in presenza di comportamenti ritenuti pericolosi, l’introduzione del reato per chi non si ferma all’alt di polizia e carabinieri, lo sgombero degli immobili occupati abusivamente – non solo prima casa – e la possibilità di istituire presìdi di polizia in ospedali e centri commerciali.
«Oggi mentre Vannacci parla di sicurezza, noi con questo decreto la portiamo», ha concluso Salvini, rivendicando l’azione dell’esecutivo.
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