Rosy Bindi difende i magistrati: “Applicano la legge, attacchi strumentali”

L’ex ministra interviene a PiazzaPulita e respinge le accuse del centrodestra dopo le scarcerazioni per gli scontri di Torino.

Il caso degli arresti legati ai disordini durante il corteo pro Askatasuna a Torino continua a dividere la politica. Ospite di PiazzaPulita su La7, Rosy Bindi ha preso posizione a difesa della magistratura, criticando duramente le reazioni del governo e dei partiti di maggioranza.

Secondo l’ex parlamentare europea del Pd, i magistrati «hanno applicato la legge» e non si può trasformare ogni decisione giudiziaria in un pretesto per attaccare le toghe. Bindi ha sottolineato di non aver riscontrato superficialità nell’operato della Procura torinese, richiamando anche la relazione della procuratrice ascoltata nei giorni scorsi.

Le decisioni del gip e le reazioni politiche

Al centro delle polemiche ci sono i provvedimenti adottati dal gip del Tribunale di Torino, Irene Cino, che ha disposto i domiciliari per Francesco Simionato e l’obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri, coinvolti negli scontri in cui un agente è rimasto ferito.

La scarcerazione dei tre attivisti ha acceso lo scontro politico. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato di “vergogna”, collegando la vicenda alla necessità di votare sì al referendum sulla giustizia. Sulla stessa linea Maurizio Gasparri, che ha messo in dubbio l’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine di fronte a decisioni di questo tipo.

“Un disegno sulla Costituzione”

Bindi, però, legge gli attacchi alla magistratura come parte di un quadro più ampio. A suo giudizio, l’atteggiamento di “cogliere ogni occasione per attaccare i giudici” sarebbe collegato alle riforme costituzionali in cantiere, a partire dalla separazione delle carriere.

«Mi sembra un atteggiamento molto scorretto», ha affermato, sostenendo che le critiche non riguardino il merito delle decisioni ma rispondano a una strategia politica più ampia.

Lo scontro, dunque, non si limita al singolo episodio giudiziario, ma si inserisce nel confronto più ampio tra governo e magistratura che da settimane anima il dibattito pubblico.

Report accusa: “Software-spia sui pc dei magistrati”

Lascia un commento