Dopo il verdetto del tribunale civile di Palermo sul caso Sea Watch 3, Giorgia Meloni attacca la magistratura con un video sui social.
Il verdetto del tribunale di Palermo
Nel giorno in cui Sergio Mattarella presiede una riunione del Csm, il confronto tra governo e magistratura torna al centro della scena politica. A riaccendere lo scontro è la sentenza del tribunale civile di Palermo, che ha condannato lo Stato italiano a risarcire la ong Sea-Watch con oltre 76mila euro.
Il provvedimento riguarda il fermo amministrativo della nave Sea Watch 3, disposto a Lampedusa nel giugno 2019 dopo l’ingresso in porto dell’imbarcazione con a bordo 40 migranti soccorsi in mare. Secondo i giudici civili, quel fermo fu illegittimo e causò un danno economico alla ong proprietaria della nave, ora riconosciuto in sede risarcitoria.
La vicenda affonda le radici nell’estate 2019, quando la comandante Carola Rackete forzò il blocco imposto dalle autorità italiane per consentire lo sbarco dei migranti. Durante la manovra, l’imbarcazione entrò in contatto con una motovedetta della Guardia di Finanza. Rackete fu arrestata, ma successivamente la magistratura escluse la responsabilità penale, ritenendo che avesse agito nell’adempimento del dovere di soccorso in mare.
Il video della premier sui social
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la decisione con un video diffuso sui social, inserendo la sentenza in un quadro più ampio di tensioni tra esecutivo e magistratura. La premier ha parlato di una “lunga serie di decisioni oggettivamente assurde”, collegando il caso Sea Watch a un’altra recente pronuncia giudiziaria relativa al trasferimento di un immigrato irregolare in un Cpr in Albania.
Nel suo intervento, Meloni ha ricordato l’episodio del 2019, sottolineando come la comandante fosse stata assolta e come oggi lo Stato sia chiamato a risarcire la ong per il fermo della nave. La presidente del Consiglio ha citato anche le parole attribuite a Sea-Watch, secondo cui la sentenza rappresenterebbe una vittoria della “disobbedienza civile”.
“La mia domanda è: il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettarla?”, ha affermato la premier nel video.
Nuovo scontro su immigrazione e magistratura
Nel suo intervento, Meloni ha sollevato interrogativi sul ruolo della magistratura nelle politiche migratorie, sostenendo che alcune decisioni rischierebbero di ostacolare l’azione del governo nel contrasto all’immigrazione irregolare.
La sentenza di Palermo rappresenta l’ultimo capitolo giudiziario di una vicenda che negli anni ha prodotto diversi pronunciamenti, sia in ambito penale sia amministrativo. Con il riconoscimento del danno patrimoniale alla ong, il tribunale civile ha affrontato la questione sotto il profilo della legittimità del fermo e delle conseguenze economiche per l’organizzazione.
Il caso riapre così il confronto politico e istituzionale sul rapporto tra potere esecutivo e magistratura, in un clima già segnato da tensioni sul tema della giustizia.