Firenze, Salvini: “Non mettere i crocifissi significa negare la nostra cultura”

Il leader della Lega interviene dopo la bocciatura della mozione su crocifissi e presepi nelle scuole comunali del capoluogo toscano.

La polemica sui simboli religiosi

Il dibattito sui simboli religiosi nelle scuole si riaccende a Firenze, dopo la bocciatura in Commissione di una mozione che proponeva l’introduzione di crocifissi e presepi negli istituti scolastici comunali di ogni ordine e grado. A intervenire è stato Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega, rispondendo ai cronisti.

“Ognuno è libero di credere nel Dio che vuole, a differenza che in Iran. Io sono cattolico ma non punisco chi non la pensa come me o non voglio obbligare nessuno a far niente contro voglia. Non mettere i crocifissi significa negare la nostra cultura“, ha dichiarato.

La mozione, presentata dal consigliere del Gruppo Misto Luca Santarelli, aveva come obiettivo quello di “evitare di cancellare i simboli della nostra identità”. La proposta è stata respinta dalla nona Commissione consiliare, che ha richiamato il principio dell’autonomia scolastica previsto dal DPR 275/1999 e ribadito dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e della Cassazione.

Secondo la Commissione, “imporre o promuovere dall’alto scelte simboliche invade questa autonomia e rischia di ledere la libertà di coscienza di studenti, famiglie e personale scolastico”.

Il riferimento alle radici cristiane

A Salvini è stato chiesto anche un commento sulla decisione di un dirigente scolastico di mettere a disposizione una stanza per la preghiera del Ramadan agli studenti musulmani.

“Non ascoltino Salvini – ha detto il leader della Lega – ma ascoltino Benedetto Croce, perché non possiamo non dirci cristiani. Questo va al di là della religione: negare il fatto che le nostre radici siano cristiane significa negare l’evidenza, negare la storia“.

Il vicepremier ha quindi attribuito le scelte dell’amministrazione fiorentina a “una sciocca ideologia” e ha concluso: “Spero che chi governa a Firenze abbia meno ideologia e più concretezza, questo sì”.

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