Rosy Bindi attacca Giorgia Meloni: “Paragone sul nazifascismo e l’Iran è troppo”

A Otto e Mezzo Rosy Bindi critica Giorgia Meloni per un paragone tra la liberazione dal nazifascismo e la crisi in Medio Oriente.

Il paragone contestato nel dibattito politico

Nel corso di una puntata della trasmissione Otto e Mezzo, l’ex ministra Rosy Bindi ha commentato le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il dibattito politico sulla crisi in Medio Oriente.

Secondo Bindi, la premier avrebbe richiamato l’intervento militare americano contro il nazifascismo come primo esempio storico nel ragionamento sulla situazione internazionale attuale. Un confronto che, per l’ex esponente del Partito Democratico, appare eccessivo.

Nel suo intervento televisivo Bindi ha definito quel riferimento “troppo”, sostenendo che il paragone rischierebbe di generare una lettura problematica degli eventi storici e della crisi contemporanea.

La critica sull’intervento contro il nazifascismo

Nel suo ragionamento, Bindi ha osservato che mettere sullo stesso piano la liberazione dell’Europa dal nazifascismo e l’attuale intervento militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran rischia di alterare il significato storico di quell’evento.

Secondo l’ex ministra, il rischio è quello di far apparire come discutibile un intervento che nella storia europea è stato considerato decisivo per la sconfitta di un regime totalitario.

Da questa interpretazione nasce anche la critica più diretta rivolta alla premier. Bindi ha affermato che il ragionamento porterebbe a una conclusione implicita: «Per Meloni gli americani non dovevano liberarci».

Le parole di Giorgia Meloni al Senato

Il dibattito nasce da un intervento pronunciato dalla presidente del Consiglio in Senato, dove Meloni ha affrontato la situazione internazionale legata alla crisi in Medio Oriente.

Nel suo discorso la premier ha definito l’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran come un’iniziativa “fuori dal perimetro del diritto internazionale”. Nello stesso intervento ha ribadito che l’Italia non partecipa alle operazioni militari in corso nella regione.

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