Conte fa una distinzione molto netta tra un’accusa concreta e un giudizio politico su Roberto Vannacci.
Quando dice: «Non ho elementi per dire se Vannacci è finanziato dalla Russia», Conte precisa di non avere prove per sostenere che Vannacci riceva finanziamenti o sostegno economico da Mosca. Quindi evita di avallare un’accusa che, senza elementi, sarebbe molto grave.
Subito dopo, però, sposta il discorso sul piano politico: dice di non comprendere quella che considera l’ambiguità di Vannacci nel condannare la Russia. Per Conte, infatti, sulla guerra in Ucraina il punto di partenza dovrebbe essere inequivocabile: la Russia ha invaso l’Ucraina ed è quindi «l’aggressore».
In sostanza il ragionamento di Conte è: non posso dire che Vannacci sia finanziato dalla Russia, perché non ne ho le prove; posso però criticarlo perché, a mio giudizio, non prende una posizione abbastanza chiara contro Mosca.
Quindi Conte non sta accusando Vannacci di essere legato economicamente al Cremlino: sta contestando soprattutto la sua posizione politica sulla guerra e sulla responsabilità russa nell’invasione dell’Ucraina.