Da Donzelli un attacco politico a Roberto Vannacci, ma non sta dicendo che Vannacci sia diventato alleato del PD.
Il ragionamento è questo: Vannacci, dopo aver lasciato la Lega e fondato Futuro Nazionale, si colloca a destra ma oggi non fa parte della maggioranza che sostiene Giorgia Meloni. Anzi, su alcuni provvedimenti e soprattutto sulla legge elettorale sta entrando in contrasto con il governo.
Quando Donzelli dice «sta con il PD ad ostacolare il governo», quindi, vuole sostenere che:
- Vannacci può avere idee molto lontane dal PD;
- però, quando vota contro le proposte della maggioranza o insieme alle opposizioni, il risultato parlamentare è lo stesso: creare difficoltà al governo Meloni;
- per questo Donzelli cerca di presentarlo agli elettori di destra come qualcuno che, pur proclamandosi di destra, finisce concretamente per aiutare la sinistra.
È una linea che la stessa Meloni aveva già utilizzato ad agosto, descrivendo politicamente l’operazione Vannacci come qualcosa che potrebbe favorire la sinistra dividendo l’elettorato di centrodestra.
Il punto particolarmente delicato è la legge elettorale: Vannacci ha assunto posizioni autonome e ha posto condizioni, tra cui quella sulle preferenze, mentre la maggioranza sta cercando di portare avanti la propria riforma.
Quindi, tradotta in maniera molto semplice, la frase di Donzelli significa:
«Vannacci dice di essere più di destra di noi, ma nei fatti vota contro Meloni insieme all’opposizione. Perciò oggi non può essere considerato parte del centrodestra di governo».
Non significa invece che Vannacci e PD abbiano stretto un’alleanza politica: Donzelli sta assimilando i due sulla base del comportamento di voto contrario al governo.