Picierno contro Schlein: “Il pluralismo non è tolleranza di facciata”

Scontro alla Direzione Pd: Pina Picierno contesta la linea della segretaria Elly Schlein e mette in discussione l’identità riformista del partito.

Clima teso alla Direzione del Partito democratico. L’europarlamentare Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, interviene con parole dure nei confronti della segretaria Elly Schlein, aprendo una frattura che appare difficile da ricomporre.

«Il pluralismo non è una concessione», ha affermato Picierno, sottolineando che l’unità non può ridursi a una «tolleranza generica» o alla semplice possibilità di esprimere posizioni diverse senza che queste vengano realmente considerate. Secondo l’eurodeputata, le differenze interne sarebbero progressivamente «ridotte all’invisibilità», generando una frattura politica e culturale.

L’identità del Pd al centro dello scontro

Nel suo intervento, Picierno ha sollevato una questione di fondo: la natura stessa del Partito democratico. «Il Pd è ancora casa per i democratici e per i liberali?», ha chiesto, richiamando l’impronta originaria del partito come forza riformista di centrosinistra e non come soggetto “identitario” di sinistra.

L’europarlamentare ha evocato anche le parole di figure storiche come Romano Prodi e Walter Veltroni, sostenendo che una parte della tradizione fondativa non si riconoscerebbe più nell’attuale linea politica. Il riferimento è al mondo riformista ed europeista che, pur minoritario, continua a rivendicare un ruolo centrale nella storia del partito.

Il confronto richiama, per molti osservatori interni, la frattura seguita al referendum costituzionale del 2016, quando alla guida del Pd c’era Matteo Renzi. «Un gruppo dirigente eletto ha il diritto di proporre la propria linea, ma non di cambiare la natura del partito», ha affermato Picierno, definendo in corso «un progressivo slittamento».

Il referendum sulla giustizia e le tensioni interne

Lo scontro si inserisce anche nel dibattito sul referendum sulla giustizia, che ha accentuato le divisioni interne tra chi sostiene il No e chi, nell’area riformista, non si riconosce in una contrapposizione radicale.

Con una battuta finale, Picierno ha invitato il partito a «recuperare Piero Gobetti», piuttosto che inseguire simboli identitari, evocando la necessità di un confronto serio sulla direzione intrapresa. Un messaggio che va oltre la polemica personale e fotografa una tensione politica destinata a pesare sui prossimi passaggi interni del Pd.

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