Zelensky: “Oltre 2mila droni in una settimana”. Mosca annuncia nuove conquiste

Il presidente ucraino denuncia un’escalation di attacchi russi mentre proseguono i contatti diplomatici. Il Cremlino rivendica avanzate nel nord-est del Paese.

I numeri degli attacchi e l’appello di Zelensky

“Solo questa settimana la Federazione russa ha lanciato più di 2mila droni d’attacco, 1.200 bombe guidate e 116 missili di vario tipo contro le nostre città”. Con un messaggio pubblicato su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l’intensità delle offensive condotte dalle forze del Cremlino negli ultimi giorni.

Nel video allegato al post, vengono mostrate immagini di infrastrutture danneggiate e quartieri colpiti. Secondo il leader di Kiev, gli attacchi avrebbero preso di mira in particolare reti energetiche, strutture logistiche e aree residenziali. “Non possiamo chiudere un occhio”, ha affermato, avvertendo che senza una risposta internazionale le operazioni militari russe potrebbero intensificarsi ulteriormente.

Zelensky ha ribadito la necessità di rafforzare la difesa aerea ucraina, chiedendo missili per i sistemi contraerei e ulteriori forniture militari per sostenere le truppe impegnate sul fronte.

Le mosse di Mosca e il fronte nord-orientale

Sul terreno, il ministero della Difesa russo ha annunciato la presa di Sidorovka, nella regione di Sumy, e di Glushkovka, nei pressi di Kharkiv. Secondo la versione fornita da Mosca, le operazioni sarebbero state condotte dalle unità tattiche attive nell’area.

Il conflitto si avvicina al quarto anniversario dall’inizio dell’invasione su larga scala, avviata il 24 febbraio 2022. Nonostante i combattimenti, restano in corso tentativi diplomatici per favorire una de-escalation.

Diplomazia e nodi irrisolti

Nei giorni scorsi si sono svolti incontri trilaterali ad Abu Dhabi tra rappresentanti di Russia, Ucraina e Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha indicato l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco entro giugno, sollecitando entrambe le parti a trovare un’intesa.

Restano però aperte le questioni più delicate, a partire dalle cessioni territoriali e dalle garanzie di sicurezza richieste da Kiev. Mosca, secondo fonti diplomatiche, punterebbe al riconoscimento del controllo su territori non ancora interamente conquistati sul campo.

Il confronto tra operazioni militari e trattative diplomatiche continua così a segnare una fase di forte incertezza nel conflitto.

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