Gualmini: “Schlein ha fatto un capolavoro, si è presa tutto il partito e oggi ha una maggioranza del 92%”

L’eurodeputata ufficializza l’addio ai dem e l’ingresso nel partito di Carlo Calenda. “Il Pd ha cambiato natura, spazio ridotto per i riformisti”.

L’annuncio a Palazzo Madama

Una decisione definita “sofferta ma convinta”. In una conferenza stampa a Palazzo Madama, organizzata dal senatore di Azione Marco Lombardo, l’eurodeputata Elisabetta Gualmini ha formalizzato l’uscita dal Partito democratico e dal gruppo dei Socialisti e Democratici europei, annunciando l’adesione alla formazione guidata da Carlo Calenda.

Gualmini ha ricostruito il proprio percorso politico, ricordando di essere entrata nel Pd come esponente della società civile, con un profilo liberale e riformista. “Sono entrata nel Pd quando era un partito a forte vocazione maggioritaria”, ha spiegato, rivendicando un’impostazione pragmatica e attenta al mondo produttivo.

Secondo l’europarlamentare, nel tempo il partito avrebbe cambiato direzione. “Penso che oggi il Pd abbia cambiato natura, che ci sia stata una mutazione genetica”, ha affermato, sostenendo che l’attuale linea politica avrebbe ridotto gli spazi per una cultura moderata e di governo.

Le ragioni della rottura

Tra i punti di distanza, Gualmini ha citato la posizione sull’Ucraina, definita una questione dirimente per il futuro europeo, e le scelte in materia di politica industriale e transizione ecologica. “La transizione green non può portare al deserto industriale”, ha osservato.

Altro elemento di divergenza riguarda il referendum sulla riforma della giustizia, rispetto al quale l’eurodeputata ha annunciato il proprio sostegno al Sì. “Questa riforma è giusta. Non arriveranno le cavallette”, ha dichiarato, parlando di un dibattito che avrebbe perso di vista il tema del garantismo.

Gualmini ha precisato di non nutrire rancori personali e di aver chiarito le proprie motivazioni ai vertici del partito, inclusa la segretaria Elly Schlein e il presidente dem Stefano Bonaccini.

L’approdo in Azione e a Renew Europe

Nel motivare la scelta di aderire ad Azione, Gualmini ha spiegato di aver preferito “cercare altri spazi” piuttosto che restare nel Pd in una posizione di dissenso permanente. Calenda ha parlato di una decisione non semplice in un sistema politico ancora bipolare, sottolineando che Azione rappresenta un’alternativa alla logica destra-sinistra.

L’eurodeputata ha annunciato l’intenzione di proseguire il proprio lavoro tra Strasburgo e Bruxelles, con l’ingresso nel gruppo Renew Europe, escludendo al momento ipotesi di candidature locali nel 2027.

Per Lombardo, la scelta rappresenta “il coraggio della coerenza”. La mossa segna un nuovo passaggio nel riassetto degli equilibri interni al centrosinistra e nel tentativo del cosiddetto “terzo polo” di rafforzare la propria presenza politica.

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