Le risorse recuperate nell’ambito della Politica agricola comune saranno destinate a innovazione, resilienza climatica e tutela del Made in Italy.
Resilienza e innovazione al centro del piano
I 10 miliardi di euro recuperati dall’Italia nell’ambito della Politica agricola comune (PAC) saranno impiegati per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare le sfide dei prossimi anni. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida intervenendo all’assemblea di Coldiretti alla Fiera di Bologna.
Le risorse, ha spiegato, serviranno a rendere il sistema agricolo più resiliente rispetto ai cambiamenti climatici e alle trasformazioni economiche globali. L’obiettivo è sostenere investimenti in innovazione tecnologica, semplificazione normativa e sostenibilità ambientale, garantendo alle aziende strumenti adeguati per competere sui mercati internazionali.
Secondo il ministro, l’Italia è riuscita a difendere le risorse destinate al comparto agricolo, ottenendo non solo il recupero integrale dei fondi ma anche un incremento aggiuntivo di un miliardo di euro. Un risultato che, nelle intenzioni del Governo, dovrà tradursi in maggiore solidità per le filiere produttive e in una presenza più forte del sistema agroalimentare italiano nel mondo.
Sostegno al territorio e ricambio generazionale
Una parte significativa degli interventi punterà a mantenere attive le aziende agricole sul territorio, considerate presidio ambientale e sociale. Tra le priorità indicate figurano il ricambio generazionale, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente.
Le misure dovrebbero favorire l’ingresso dei giovani nel settore, attraverso strumenti finanziari e incentivi mirati, oltre a promuovere pratiche produttive sostenibili. In questo quadro, la competitività internazionale viene collegata alla capacità di innovare senza perdere l’identità produttiva e territoriale.
Made in Italy ed export
Nel corso dell’intervento, Lollobrigida ha richiamato anche il tema della valorizzazione del modello agroalimentare italiano, citando il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco come leva per rafforzare l’immagine del Paese.
Il ministro ha sottolineato l’andamento positivo dell’export agroalimentare, evidenziando la necessità di trasformare il prestigio internazionale in opportunità economiche e occupazionali. Centrale, in questa strategia, resta la tutela dei prodotti italiani attraverso disciplinari rigorosi, controlli di qualità e strumenti normativi capaci di contrastare le imitazioni.
Le risorse della PAC, nelle intenzioni del Governo, dovranno quindi sostenere un sistema produttivo orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla riconoscibilità globale del Made in Italy.