Montanari: “Questa riforma va letta insieme al premierato”

Al convegno “Le ragioni del Sì e del No” acceso confronto tra Tomaso Montanari e Sara Kelany sulla riforma costituzionale al voto il 22 e 23 marzo.

Le critiche di Tomaso Montanari

Clima teso al Teatro di Fiesole, dove si è svolto il convegno dedicato al referendum costituzionale confermativo sulla riforma promossa dal ministro Carlo Nordio, in calendario il 22 e 23 marzo. Tra i relatori, il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, e la deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany.

Montanari, schierato per il “No”, ha collegato la riforma al più ampio progetto di revisione istituzionale, richiamando anche il tema del premierato. “Se il presidente della Repubblica e la Corte costituzionale vengono eletti o influenzati dalla maggioranza, allora anche le garanzie cambiano. Questa riforma va letta insieme al premierato”, ha affermato.

Il rettore ha sostenuto che la modifica della Costituzione si inserirebbe in un disegno più ampio, criticando quella che ha definito una polarizzazione dannosa per il Paese. “La nostra Costituzione andrebbe attuata e non modificata”, ha aggiunto, evidenziando come, a suo avviso, l’intervento sulle regole costituzionali rappresenti una scelta politica di fondo.

Montanari ha inoltre osservato che l’attuale governo, pur legittimo, avrebbe ottenuto il consenso di una minoranza degli aventi diritto al voto, sostenendo che cambiamenti di questa portata incidono sulle “regole del gioco” dell’intero sistema.

La replica di Sara Kelany

Immediata la risposta di Sara Kelany, che ha contestato le argomentazioni del rettore. La deputata di Fratelli d’Italia ha invitato a non accogliere narrazioni che, a suo giudizio, presenterebbero il voto favorevole come espressione di una deriva autoritaria.

“Non vi fate fuorviare da queste narrazioni che vogliono dirvi se andate e votate Sì siete fascisti, siete autocrati”, ha dichiarato, parlando di un dibattito appesantito da posizioni ideologiche.

Kelany ha poi richiamato gli articoli della Costituzione che prevedono la possibilità di revisione costituzionale, sostenendo che il testo fondamentale non sia immutabile ma possa essere aggiornato attraverso le procedure previste dall’ordinamento.

Un confronto che riflette la polarizzazione

Il dibattito al Teatro di Fiesole si inserisce in una campagna referendaria sempre più accesa, in cui il confronto sulla riforma Nordio si intreccia con la discussione sul modello istituzionale e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Il voto del 22 e 23 marzo rappresenterà un passaggio decisivo su una modifica che divide profondamente il quadro politico, con posizioni contrapposte che, come emerso nel confronto tra Montanari e Kelany, riflettono visioni divergenti sul futuro assetto costituzionale del Paese.

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