Giustizia, Botteri: “Un referendum contro la magistratura non è ammissibile”

Ospite di In altre parole su La7, Giovanna Botteri critica l’impostazione del referendum sulla giustizia e parla di rischio per l’equilibrio democratico.

L’intervento a In altre parole

Il referendum sulla giustizia continua a dividere il dibattito pubblico. Intervenendo a In altre parole, il programma condotto da Massimo Gramellini su La7, la giornalista Giovanna Botteri ha espresso forti perplessità sull’impostazione della consultazione promossa dal governo.

Secondo Botteri, il voto avrebbe assunto una connotazione diversa rispetto alla natura originaria dei quesiti. «Il governo ha trasformato questo referendum, che in realtà era tecnico, in un referendum contro la magistratura», ha affermato, osservando che il contenuto specifico delle modifiche rischierebbe di passare in secondo piano nel confronto politico.

Il clima attorno alla magistratura

Nel suo intervento, Botteri ha richiamato il clima generato da alcuni casi giudiziari e dalle polemiche sulle correnti interne al Csm. A suo giudizio, si sarebbe diffusa l’idea di una magistratura dominata da logiche opache, percezione che alimenterebbe la polarizzazione.

La giornalista ha inoltre fatto riferimento alla recente visita istituzionale del Presidente della Repubblica al Consiglio superiore della magistratura, sottolineando il valore simbolico di quel gesto nel ribadire il ruolo della giurisdizione nell’architettura costituzionale.

Il profilo costituzionale del referendum

Botteri ha concluso evidenziando quello che considera un limite di principio: «Un Paese democratico non può organizzare un referendum anticostituzionale contro la magistratura e contro i magistrati».

La sua posizione si inserisce in un confronto che vede contrapposte visioni differenti sul significato della riforma e sulla legittimità dell’intervento referendario in materia di giustizia.

Lascia un commento