Giorgia Meloni interviene con un video sui social: l’Italia non partecipa al conflitto in Medio Oriente e valuta misure contro rincari energetici e speculazioni.
La posizione dell’Italia sul conflitto in Medio Oriente
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di intervenire pubblicamente prima dell’informativa prevista in Parlamento l’11 marzo, pubblicando un video su Facebook per spiegare la linea del governo sulla crisi che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran.
“Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della crisi in Medio Oriente”, ha dichiarato la premier, spiegando che l’esecutivo è impegnato a tutelare la sicurezza dei cittadini italiani e gli interessi nazionali.
Secondo Meloni, nelle ultime ore si è sviluppato un coordinamento tra alcuni dei principali Paesi europei. Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno avviato un confronto per rafforzare l’azione diplomatica e affrontare insieme la fase di instabilità internazionale.
Nel quadro di queste iniziative, l’Italia ha deciso di contribuire alla sicurezza dei confini europei con il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un intervento descritto dal governo come misura di prevenzione e di solidarietà europea.
La premier ha comunque ribadito con chiarezza la posizione dell’esecutivo: “L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto”.
Il monitoraggio dei prezzi e il rischio speculazioni
Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema delle possibili conseguenze economiche della crisi internazionale. Il governo ha attivato alcune task force per controllare l’andamento dei prezzi, con particolare attenzione ai settori più sensibili.
Tra gli ambiti sotto osservazione ci sono i costi dell’energia, della benzina e di alcuni generi alimentari. L’obiettivo dichiarato è prevenire eventuali fenomeni speculativi legati all’instabilità geopolitica.
L’esecutivo, ha spiegato la premier, sta lavorando anche per assistere i cittadini italiani presenti nell’area del conflitto e per mantenere un dialogo aperto con tutti i Paesi della regione.
Parallelamente, l’Italia continua a sostenere iniziative diplomatiche orientate alla riduzione delle tensioni e alla possibile riapertura dei negoziati.
L’ipotesi delle accise mobili su benzina e carburanti
Nel video Meloni ha poi illustrato uno degli strumenti allo studio del governo per contrastare l’aumento dei carburanti: il meccanismo delle cosiddette accise mobili.
La misura prevede la possibilità di utilizzare l’extra gettito dell’IVA generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise, con l’obiettivo di contenere i rincari alla pompa.
Secondo la premier si tratta di uno strumento già previsto dal programma del centrodestra e reso più efficace con il decreto sui carburanti approvato nel 2023.
L’eventuale attivazione, ha spiegato, è allo studio del Ministero dell’Economia e potrebbe essere presa in considerazione qualora l’aumento dei prezzi di benzina e gas dovesse diventare stabile.
Meloni ha concluso il suo intervento sottolineando che il governo resta impegnato su più fronti: la sicurezza nazionale, la tutela dei cittadini e il sostegno a ogni iniziativa diplomatica che possa favorire una soluzione pacifica della crisi.