Meloni: “Il governo non si dimette se vince il No”

La premier pubblica un video di 14 minuti sulla riforma della giustizia: “Non è un voto sul governo. La separazione delle carriere serve a rendere la magistratura più indipendente”.

Il video della premier sulla riforma della giustizia

A due settimane dal referendum sulla giustizia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato un video di quasi quattordici minuti sui social per spiegare la posizione del governo sulla riforma.

L’obiettivo, ha spiegato la premier, è quello di “fare chiarezza” e rispondere a quelle che ha definito “banalizzazioni e bufale” diffuse durante la campagna referendaria.

Meloni ha anche voluto chiarire che l’esito del referendum non avrà conseguenze sulla stabilità dell’esecutivo. In caso di vittoria del No, ha detto, il governo non si dimetterà.

“Gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tra un anno. Oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica”, ha affermato la presidente del Consiglio, invitando gli elettori a non trasformare la consultazione in un giudizio sull’operato del governo.

La replica alle critiche dell’opposizione

Nel video, Giorgia Meloni ha risposto alle accuse delle opposizioni secondo cui la riforma della giustizia rischierebbe di rafforzare il controllo della politica sulla magistratura.

Secondo la premier, si tratta di una lettura completamente errata della riforma. “Siamo quasi alla fantascienza. Questa è una menzogna, perché la riforma fa esattamente il contrario ed è stata pensata per liberare i magistrati dal controllo della politica”, ha dichiarato.

Meloni ha poi accusato la sinistra di opporsi alla riforma perché, a suo giudizio, in passato avrebbe utilizzato la giustizia come strumento politico quando non riusciva a prevalere nelle elezioni.

“Il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che rompe quel meccanismo”, ha aggiunto.

Separazione delle carriere e modello europeo

Nel suo intervento la premier ha sottolineato che la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti è già presente in molti Paesi europei.

Per questo motivo, secondo Meloni, la riforma rappresenterebbe un tentativo di avvicinare l’Italia agli standard europei e di correggere alcune criticità storiche del sistema giudiziario.

La presidente del Consiglio ha inoltre sostenuto che negli ultimi decenni diverse istituzioni sono state riformate – dal Parlamento alla pubblica amministrazione – mentre la giustizia non sarebbe mai stata modificata in modo sostanziale.

Secondo Meloni, questa situazione avrebbe contribuito a indebolire sia l’efficacia sia l’autorevolezza della magistratura.

La premier ha definito la riforma “di buon senso” e ha invitato i cittadini a partecipare al voto del referendum del 22 e 23 marzo, chiedendo di esprimere un alla riforma per rendere la magistratura “più autorevole e più meritocratica”.

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