Una ricerca pubblicata su Nature Medicine suggerisce che l’assunzione quotidiana di multivitaminici possa rallentare leggermente alcuni indicatori biologici dell’invecchiamento.
Lo studio del Massachusetts General Brigham
L’età riportata sulla carta d’identità non coincide sempre con il reale stato di invecchiamento dell’organismo. Accanto all’età anagrafica esiste infatti l’età biologica, che riflette il modo in cui le cellule e i tessuti del corpo si modificano nel tempo.
Questa velocità di invecchiamento può variare da persona a persona e dipende da numerosi fattori, tra cui genetica, stile di vita e condizioni di salute. Un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine ha analizzato se anche l’assunzione quotidiana di multivitaminici possa influenzare questo processo.
La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati del Massachusetts General Brigham e si basa sui dati del trial clinico COSMOS (COcoa Supplement and Multivitamin Outcomes Study), uno dei più ampi studi dedicati agli integratori negli anziani.
Nella sotto-analisi sono stati coinvolti 958 partecipanti sani, con un’età media di circa 70 anni. I volontari sono stati suddivisi in quattro gruppi: uno ha assunto quotidianamente un multivitaminico, un altro un estratto di cacao ricco di flavanoli, un terzo entrambe le sostanze e l’ultimo un placebo.
Per due anni i ricercatori hanno monitorato i partecipanti analizzando campioni di sangue e valutando i cambiamenti nella metilazione del DNA, un processo biologico che regola l’attività dei geni e che varia naturalmente con l’invecchiamento.
Gli orologi epigenetici che misurano l’età biologica
Per stimare il ritmo dell’invecchiamento biologico, gli scienziati hanno utilizzato cinque diversi orologi epigenetici, strumenti che analizzano specifici punti del genoma per valutare la velocità con cui l’organismo sta invecchiando.
Il confronto tra i gruppi ha mostrato che l’assunzione quotidiana di multivitaminici è associata a un rallentamento modesto ma significativo di alcuni indicatori biologici. In particolare, l’effetto è stato osservato negli orologi epigenetici di seconda generazione, come PCGrimAge e PCPhenoAge, considerati anche indicatori del rischio di mortalità.
Nel complesso, l’effetto registrato nello studio corrisponde a circa quattro mesi di invecchiamento biologico in meno nell’arco di due anni rispetto ai partecipanti che hanno assunto il placebo.
Benefici più evidenti nei soggetti con invecchiamento accelerato
Un elemento interessante emerso dall’analisi riguarda i partecipanti che, all’inizio dello studio, presentavano un’età biologica più elevata rispetto a quella anagrafica.
In questo gruppo, il beneficio associato all’assunzione di multivitaminici è apparso più evidente. Secondo gli autori della ricerca, questo risultato potrebbe indicare che l’integrazione vitaminica abbia un effetto maggiore nelle persone in cui i processi di invecchiamento biologico risultano più rapidi.
Diverso invece il risultato relativo all’estratto di cacao ricco di flavanoli: nello studio non sono emersi effetti significativi sui cinque orologi epigenetici analizzati.
Gli stessi ricercatori invitano tuttavia alla prudenza nell’interpretazione dei dati. L’effetto osservato, pur risultando statisticamente significativo, resta di entità limitata e non è ancora chiaro quale possa essere il suo impatto reale sulla salute nel lungo periodo.
Ecco il vaccino che rende più giovani, può rallentare l’invecchiamento
Piastrine: create in laboratorio
Piastrine create in laboratorio: pronte per trasfusione, news