La premier chiude l’evento di Fratelli d’Italia a Milano per il Sì al referendum del 22 e 23 marzo: “Riforma strutturale per i cittadini e per i magistrati”.
Meloni chiude la kermesse per il Sì al referendum
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concluso a Milano la kermesse organizzata da Fratelli d’Italia a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Nel suo intervento, la premier ha voluto chiarire il senso della riforma e intervenire indirettamente sulle polemiche nate nei giorni scorsi dopo alcune dichiarazioni della capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi.
«Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura», ha dichiarato Meloni, sottolineando che l’obiettivo della riforma sarebbe quello di intervenire su ciò che, a suo giudizio, non funziona nel sistema giudiziario.
«Quello che noi abbiamo in mente è sistemare quello che non funziona, anche per i magistrati ma soprattutto per i cittadini», ha aggiunto.
Una maratona di interventi sul tema della giustizia
La premier ha parlato per circa quaranta minuti, al termine di un evento caratterizzato da una lunga serie di interventi di giornalisti, magistrati e persone che hanno raccontato esperienze legate a presunti casi di malagiustizia.
Tra i presenti anche Francesca Scopelliti, ultima compagna di Enzo Tortora. Gli interventi erano limitati a quattro minuti ciascuno e scanditi da un segnale musicale: il ritornello della canzone “Sarà per sempre sì” di Sal Da Vinci, utilizzato per indicare la fine del tempo a disposizione.
“Riforma epocale”, l’affondo della premier
Nel suo discorso Meloni ha definito la riforma della giustizia come un “traguardo epocale” e una riforma “strutturale”, sostenendo che potrebbe migliorare il sistema sia per i cittadini sia per i magistrati.
Secondo la premier, l’intervento sarebbe sostenuto anche da numerosi magistrati e servirebbe a superare il peso delle correnti nella magistratura.
Meloni ha poi sostenuto che una bocciatura della riforma alle urne rafforzerebbe le dinamiche interne al sistema giudiziario che la maggioranza intende cambiare. Nel suo intervento ha citato diversi casi che negli ultimi mesi sono stati indicati come esempi di malagiustizia, invitando i cittadini a partecipare al voto senza «girarsi dall’altra parte».
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