A Dritto e Rovescio confronto acceso tra Paolo Del Debbio e Adama sul rapporto tra giovani delle periferie e forze dell’ordine. Sullo sfondo il nuovo decreto sicurezza.
Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito televisivo. A Dritto e Rovescio, condotto da Paolo Del Debbio, si discute dell’aumento degli episodi di violenza urbana e del fenomeno delle baby gang, spesso accompagnato – secondo alcuni ospiti – da accuse di discriminazione e razzismo istituzionale.
In studio interviene Adama, già noto per le sue posizioni critiche nei confronti delle forze dell’ordine, in particolare sulla vicenda di Ramy. Del Debbio lo incalza con una domanda diretta: «Perché non vi sentite tutelati dalla polizia?».
“C’è pregiudizio verso gli stranieri”
La risposta dell’ospite è netta: «Per molti la polizia è una minaccia per la propria libertà». Secondo Adama, anche chi ha lasciato alle spalle esperienze di devianza continua a sentirsi giudicato per il passato. «Quando ti fermano guardano quello che hai fatto prima, il pregiudizio c’è sempre», sostiene, parlando apertamente di discriminazioni verso gli stranieri.
Del Debbio insiste chiedendo chiarimenti su cosa significhi, concretamente, sentirsi minacciati. Adama ribadisce che, a suo avviso, esisterebbe un atteggiamento differenziato nei controlli, con una maggiore attenzione verso giovani di origine straniera.
Il confronto si sviluppa in un clima teso ma focalizzato sul nodo centrale: fiducia nelle istituzioni e percezione di sicurezza nelle periferie.
Il decreto sicurezza e le nuove misure
Il dibattito si inserisce nel contesto dell’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza varato dal governo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato interventi su manifestazioni violente, contrasto alle baby gang e gestione dell’immigrazione.
Tra le misure previste figurano norme più stringenti sull’ordine pubblico e un rafforzamento degli strumenti per il controllo dei flussi migratori, con l’obiettivo dichiarato di adeguarsi alle nuove regole europee entro giugno. Si parla anche di interdizione delle acque territoriali e trasferimento in Paesi terzi sicuri per l’esame delle domande di asilo, laddove esistano accordi bilaterali.
Il confronto televisivo riflette una frattura più ampia: da un lato chi denuncia discriminazioni e chiede un cambio di approccio nei controlli, dall’altro chi invoca maggiore fermezza contro la violenza urbana e le baby gang. Un tema destinato a restare centrale nel dibattito politico delle prossime settimane.
Decreto legge per giovani stranieri che violano le leggi, Salvini: