Strasburgo, scontro sull’asilo: per Ilaria Salis “linea razziale sulle migrazioni”

Il Parlamento europeo vota due pilastri del nuovo sistema comune di asilo. L’eurodeputata Ilaria Salis attacca: “Distrutto il diritto d’asilo”.

Le parole di Ilaria Salis dopo il voto

Il via libera del Parlamento europeo a due passaggi centrali della riforma del Sistema europeo comune di asilo ha acceso un confronto politico immediato. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, ha commentato l’esito del voto con toni duri, parlando di una “distruzione finale del diritto d’asilo”.

In un intervento diffuso sui social, Salis ha criticato quella che ha definito una convergenza tra forze di centro e destra, accusando l’Unione europea di aver imboccato una strada restrittiva in materia migratoria. Nel suo messaggio ha evocato il rischio di respingimenti su larga scala e l’ipotesi di esternalizzazione delle procedure di accoglienza verso Paesi extra-Ue.

L’eurodeputata ha inoltre richiamato la memoria storica del continente europeo, sostenendo che le nuove norme rappresenterebbero una rottura con l’impegno assunto nel dopoguerra sul fronte dei diritti fondamentali.

Cosa ha approvato il Parlamento europeo

L’Aula di Strasburgo ha approvato, con 408 voti favorevoli, 184 contrari e 60 astensioni, la relazione dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani sulla creazione di un elenco europeo dei Paesi di origine sicuri.

Con 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni è stata adottata anche la relazione dell’eurodeputata tedesca della Cdu Lena Düpont, relativa alla modifica del regolamento sull’applicazione del concetto di Paese terzo sicuro.

Le misure si inseriscono nel quadro della riforma del Sistema europeo comune di asilo e mirano ad accelerare l’esame delle domande di protezione internazionale, armonizzando criteri e procedure oggi applicati in modo differente dagli Stati membri.

Il nodo dei Paesi sicuri e della cooperazione esterna

Il concetto di Paese di origine sicuro e quello di Paese terzo sicuro non rappresentano una novità normativa, essendo già previsti dal diritto dell’Unione e utilizzati da diversi Stati membri. L’obiettivo dichiarato è distinguere tra chi fugge da conflitti o persecuzioni e chi proviene da contesti considerati non a rischio generalizzato.

La cooperazione con Paesi extra-Ue, inclusi modelli di gestione esterna delle domande di asilo, è uno dei punti più controversi della riforma. I sostenitori ritengono che tali strumenti possano contribuire a contrastare le reti di trafficanti e a rendere più ordinato il sistema di accoglienza; i critici, tra cui Salis, vi vedono invece un arretramento sul piano delle garanzie.

L’appello alla “disobbedienza civile” lanciato dall’eurodeputata ha ulteriormente polarizzato il dibattito. La riforma, sostenuta da una maggioranza ampia e trasversale, segna comunque un passaggio significativo nel percorso di revisione delle politiche migratorie europee.

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