Lo scrittore pubblica un post critico sul campionato italiano, cita un provvedimento giudiziario sulla Curva Nord e parla di credibilità compromessa.
Le accuse sui social dopo la partita
Un lungo intervento sui social riaccende il dibattito sul calcio italiano. Roberto Saviano ha commentato quanto accaduto durante la gara disputata sabato a San Siro, pubblicando un post in cui ha espresso giudizi molto duri sul sistema calcistico e su alcune figure dirigenziali.
Nel primo passaggio, lo scrittore ha scritto: «Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati», riferendosi al dirigente Giuseppe Marotta. Saviano ha poi aggiunto: «La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che sa come funzionano le cose con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l’Inter non avrebbe alcun valore».
L’autore ha precisato che il suo intervento non è rivolto contro atleti o tifosi, ma contro dinamiche che, a suo avviso, minerebbero la trasparenza del sistema.
Il riferimento alle inchieste sulla Curva Nord
Nel post, Saviano richiama inoltre vicende giudiziarie legate alle infiltrazioni della ’Ndrangheta nel tifo organizzato. «Le vicende delle infiltrazioni della N’drangheta nel tifo organizzato non sono fantasie da bar. Sono temi finiti nelle aule giudiziarie, nelle carte, nelle indagini», scrive.
Lo scrittore cita un passaggio di un provvedimento giudiziario in cui si fa riferimento a una “situazione di sudditanza” della società nei confronti della Curva Nord. Secondo Saviano, il punto non riguarderebbe i colori o la rivalità sportiva, ma un problema più ampio di credibilità istituzionale.
Il riferimento all’episodio che ha coinvolto il portiere Emil Audero, colpito da un petardo durante una gara contro l’Inter, viene indicato come una delle conseguenze di un contesto che, a suo giudizio, non sarebbe stato affrontato in modo risolutivo.
“Non è questione di tifo, ma di credibilità”
Nella didascalia del post, Saviano ribadisce che non si tratterebbe di simpatie sportive, ma di un tema strutturale. «Non è una questione di simpatie o antipatie sportive. Qui non si parla di Inter contro qualcuno. Si parla di sistema», scrive, sostenendo che quando un atto giudiziario parla di “sudditanza” il tema assume rilievo istituzionale.
Secondo lo scrittore, il calcio sarebbe la manifestazione visibile di un problema più profondo e, finché tali dinamiche non verranno affrontate, ogni successo sportivo rischierebbe di essere accompagnato da sospetti.
Le dichiarazioni hanno riacceso il confronto pubblico sulla gestione del sistema calcistico e sui rapporti tra società, tifoserie organizzate e istituzioni.