Dazi Usa, Conte contro Meloni: “Intende continuare a giustificare scelte che penalizzano le nostre imprese?”

Dopo la bocciatura dei dazi di Donald Trump da parte della Corte Suprema, opposizioni all’attacco: Conte e Pd accusano Giorgia Meloni di aver assecondato Washington.

Conte: “Partita a perdere per compiacere Trump”

La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di annullare i dazi voluti da Donald Trump riaccende il confronto politico anche in Italia. Tra i primi a intervenire è stato Giuseppe Conte, che ha collegato la vicenda americana alle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni.

Parlando a Torino durante l’evento “La manovra di guerra” organizzato dal Movimento 5 Stelle, l’ex presidente del Consiglio ha definito la politica dei dazi «nefasta fin dall’inizio». Secondo Conte, l’Italia e altri Paesi europei avrebbero gestito la trattativa con Washington in modo inefficace. «Ciascuno ha cercato di far da sé per compiacere Trump e il risultato è stato un disastro collettivo», ha dichiarato.

Il leader del M5s ha poi richiamato la sentenza della Corte americana, sottolineando come siano stati i giudici statunitensi a definire illegittima quella linea commerciale. Nel mirino anche le promesse di sostegno alle imprese italiane: Conte ha ricordato l’annuncio di un intervento da oltre 20 miliardi di euro, sostenendo che non vi sarebbero riscontri concreti su quelle misure.

Il Pd incalza Palazzo Chigi

Dure anche le reazioni del Partito Democratico. In una nota, la capogruppo alla Camera Chiara Braga ha evidenziato che la pronuncia della Corte statunitense riafferma un principio istituzionale: nessun leader può agire al di sopra delle regole. «Le misure commerciali volute da Trump sono illegittime», ha scritto, chiedendo al governo italiano di chiarire la propria posizione.

Braga ha sollecitato la presidente del Consiglio a spiegare se intenda continuare a difendere accordi che, a suo giudizio, penalizzerebbero le imprese italiane e metterebbero a rischio posti di lavoro.

Le parole di Laura Boldrini

Sulla stessa linea la deputata dem Laura Boldrini, che ha ricordato come tra i giudici contrari ai dazi figurino anche magistrati di orientamento conservatore. Secondo Boldrini, la sentenza dovrebbe rappresentare un’occasione per rivedere l’approccio nei confronti dell’amministrazione americana.

L’ex presidente della Camera ha inoltre richiamato le ipotesi circolate negli Stati Uniti sulla possibile restituzione delle somme incassate attraverso le tariffe dichiarate illegittime. In questo scenario, ha osservato, si tratterebbe di un ulteriore elemento di difficoltà per Trump.

Il confronto politico resta aperto, con l’opposizione che chiede al governo una presa di posizione più netta e la maggioranza che difende la propria linea nelle relazioni con Washington.

Washington, stop ai dazi sul Canada: la Camera sfida Trump

 

Lascia un commento