Con l’inizio del Ramadan tornano al centro del dibattito le iniziative parlamentari di Fratelli d’Italia e Lega su luoghi di culto, imam e velo integrale.
Le proposte su moschee e luoghi di culto
È iniziato il Ramadan 2026, il mese sacro dell’Islam che ricorda la prima rivelazione del Corano al profeta Maometto. Un periodo che coinvolge milioni di fedeli anche in Italia e che si inserisce in un contesto politico in cui il tema dell’Islam è spesso oggetto di iniziative legislative.
In Parlamento sono presenti diverse proposte firmate da esponenti di Fratelli d’Italia e Lega sui luoghi di culto islamici. Una di queste, presentata dal ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, punta a limitare l’utilizzo di sedi di enti del Terzo settore come luoghi di preghiera. Il testo, già approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, prevede restrizioni sull’uso di scantinati, garage, negozi e magazzini trasformati in moschee. La proposta è attualmente ferma in commissione Ambiente a Palazzo Madama.
A livello locale, il tema è stato affrontato anche a Monfalcone, comune guidato fino al 2024 da Anna Maria Cisint, oggi eurodeputata della Lega. L’amministrazione ha disposto la chiusura di alcuni centri culturali islamici per questioni urbanistiche legate alla destinazione d’uso degli immobili, vicende poi finite davanti al Consiglio di Stato.
La proposta sugli imam e il sermone in italiano
Sempre al Senato è in esame un disegno di legge della Lega, a prima firma del senatore Gianluca Cantalamessa, intitolato “Disposizioni sulla formazione e sull’attività degli imam e istituzione del Consiglio nazionale degli imam”. Il testo prevede, tra le altre misure, l’obbligo di pronunciare il khutbah del venerdì in italiano.
È inoltre previsto che eventuali riunioni di carattere politico organizzate in moschee o centri culturali islamici vengano comunicate preventivamente al prefetto competente. La violazione comporterebbe una sanzione amministrativa fino a 15mila euro e la sospensione dall’incarico per sei mesi. L’iter del provvedimento è iniziato in commissione Affari costituzionali e il percorso parlamentare è ancora in corso.
Stop al velo integrale e “separatismo islamico”
Alla Camera, Fratelli d’Italia porta avanti una proposta di legge contro il cosiddetto “separatismo islamico”, a prima firma della responsabile immigrazione del partito Sara Kelany. Il testo interviene sul divieto di indumenti che coprano integralmente il volto, come niqab e burqa, prevedendo sanzioni da 300 a 3mila euro per chi non rispetta le disposizioni.
Anche la Lega ha depositato iniziative analoghe, tra cui testi firmati dal capogruppo in commissione Affari costituzionali Igor Iezzi. Sul fronte scolastico, è in discussione una risoluzione presentata da Rossano Sasso per una regolamentazione più stringente delle attività religiose negli istituti.
Gran parte di queste proposte è ancora ferma nelle commissioni parlamentari e il loro iter resta incerto. Tuttavia, il tema continua a riemergere ciclicamente nel confronto politico, in parallelo con la crescita della comunità musulmana nel Paese.