Piano casa, Salvini annuncia 60mila alloggi da recuperare: “Cantieri già nel 2026”

Recuperare circa 60mila alloggi pubblici oggi inutilizzabili per carenze manutentive e rimetterli a disposizione delle famiglie in attesa di una casa popolare. È questo il cuore del piano casa illustrato alla Camera dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini durante un question time.

L’intervento punta alla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico già esistente, con uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è avviare i cantieri in tempi rapidi, con l’apertura prevista già nel 2026.

Riqualificazione e nuovi modelli abitativi

Secondo quanto spiegato in aula, gli alloggi recuperati saranno assegnati alle famiglie attualmente inserite nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica. Accanto a questo intervento, il ministero ha previsto nella legge di bilancio un ulteriore miliardo di euro destinato alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale nelle diverse aree del Paese.

Il piano non si limita, nelle intenzioni del governo, alla gestione dell’emergenza abitativa legata alle case popolari. Salvini ha parlato di un programma integrato capace di intervenire anche sulla cosiddetta “fascia grigia”: una platea composta da famiglie e lavoratori che non riescono ad accedere al mercato libero degli affitti o dell’acquisto, ma che allo stesso tempo non possiedono i requisiti per ottenere un alloggio sovvenzionato.

La “fascia grigia” e il criterio della residenza

Nel definire questo segmento, il ministro ha fatto riferimento a giovani, professionisti, insegnanti, infermieri e appartenenti alle forze dell’ordine che non risultano sufficientemente indigenti per rientrare nelle graduatorie dell’edilizia pubblica, ma che incontrano difficoltà crescenti, soprattutto nelle grandi città.

Salvini ha ribadito l’importanza del criterio degli anni di residenza per l’assegnazione delle case popolari, sostenendo che la priorità debba andare a chi vive e paga le tasse sul territorio da più tempo. Il piano, ha aggiunto, si rivolge in particolare al ceto medio, con risorse che si affiancano agli interventi già finanziati attraverso il Pnrr.

L’ipotesi del rent to buy

Tra gli strumenti ipotizzati figura anche il rent to buy, formula che consente di imputare una parte del canone di affitto al futuro acquisto dell’immobile. In questo modo, l’inquilino potrebbe nel tempo riscattare la casa diventandone proprietario.

Nel corso del confronto in aula, rispondendo a un’interrogazione del deputato M5s Agostino Santillo, Salvini ha inoltre richiamato le scelte di spesa dei precedenti governi, sostenendo che con una parte delle risorse destinate al superbonus sarebbe stato possibile intervenire in modo più ampio sull’edilizia popolare. Il piano casa entra ora nella fase operativa, con l’obiettivo di tradurre gli annunci in cantieri e assegnazioni effettive.

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