Breve contestazione all’Università Ca’ Foscari di Venezia durante un evento con Carlo Calenda. Nel mirino il gesto della P38 e gli slogan del collettivo studentesco Sumud.
La contestazione durante l’evento con Carlo Calenda
Una breve protesta studentesca all’Università Ca’ Foscari di Venezia ha acceso il dibattito politico e mediatico negli ultimi giorni. L’episodio risale al 5 marzo, quando il leader di Azione, Carlo Calenda, era ospite di un incontro organizzato dall’associazione studentesca Futura.
Durante l’evento alcuni studenti hanno interrotto per pochi minuti l’iniziativa, esponendo uno striscione con la scritta “Fuori Calenda e Futura dall’università”. Nel video diffuso sui social dal Collettivo Sumud, uno dei contestatori utilizza un megafono mentre pronuncia slogan contro l’associazione organizzatrice.
“Guerra alla guerra, il Futura è guerra, guerra a Futura”, si sente nel filmato pubblicato online. Dopo la breve interruzione, l’incontro è proseguito regolarmente senza ulteriori problemi.
A far discutere è stato soprattutto il gesto della P38, mostrato durante la protesta e ritenuto da molti un riferimento simbolico alla violenza politica degli anni di piombo.
Le critiche dell’associazione studentesca Futura
L’associazione Futura, promotrice dell’iniziativa, ha espresso preoccupazione per il clima che si è creato soprattutto sui social network dopo la contestazione.
Secondo l’organizzazione studentesca, sotto alcuni post pubblicati dal Collettivo Sumud sarebbero comparsi messaggi e slogan che richiamano esplicitamente la violenza. Tra questi, frasi come “guerra a Futura”, considerate un superamento del limite del normale confronto politico.
In una nota diffusa dopo l’episodio, l’associazione ha sottolineato che il dissenso è legittimo ma che il dibattito dovrebbe restare all’interno di un confronto civile tra opinioni diverse.
Il collettivo Sumud e la replica di Carlo Calenda
Il Collettivo Sumud ha rivendicato la contestazione spiegando le ragioni della protesta. In un lungo messaggio diffuso sui social, gli attivisti hanno criticato la presenza dei partiti politici negli spazi universitari e l’iniziativa organizzata da Futura.
Nel post pubblicato su Instagram, il collettivo ha scritto che “i partiti ci fanno schifo, così come la democrazia liberale che difendono”, contestando l’invito rivolto a Carlo Calenda e accusando i movimenti politici di voler entrare nelle università.
Gli attivisti hanno inoltre fornito la loro versione dei fatti, sostenendo di aver interrotto più volte l’incontro dopo essere arrivati a evento già iniziato.
Il leader di Azione ha però minimizzato l’episodio, evitando di alimentare ulteriori polemiche. “Non ne farei una questione”, ha commentato.
Calenda ha descritto la protesta come un episodio marginale: “Erano due ragazzi che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a parlare al microfono si sono dileguati. So ragazzi”.