Scontro politico-mediatico sul referendum sulla giustizia dopo le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri durante una trasmissione televisiva.
Il clima attorno al referendum sulla giustizia continua ad accendersi e finisce al centro di una nuova polemica che coinvolge il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. A sollevare il caso è stato il Comitato “Sì Riforma”, che sui social ha pubblicato un video accusando il magistrato di aver diffuso una notizia falsa durante un intervento televisivo.
Secondo il comitato, nel corso della trasmissione “In altre parole” su La7, Gratteri avrebbe affermato che il cantante Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”, avrebbe dichiarato di voler votare No al referendum sulla riforma della giustizia.
La falsa citazione circolata sui social
La frase pronunciata in tv sembrerebbe derivare da un contenuto circolato nelle ore precedenti sui social network. Online, infatti, era stata condivisa un’immagine del cantante accompagnata da una presunta dichiarazione: “La mia canzone si intitola ‘Per sempre sì’, ma al referendum costituzionale voterò No alla riforma Nordio”.
La citazione si è poi rivelata non autentica ed è stata smentita dallo stesso artista. Tuttavia, secondo il Comitato favorevole alla riforma, la notizia sarebbe stata ripresa durante la trasmissione televisiva senza che venisse chiarito immediatamente che si trattava di una fake news.
L’accusa del Comitato per il Sì
Nel video diffuso sui social, il Comitato “Sì Riforma” parla di disinformazione e invita il procuratore di Napoli a fare un passo indietro.
Secondo il comitato, la diffusione di informazioni non verificate durante il dibattito pubblico rischierebbe di influenzare l’opinione degli elettori a pochi giorni dal voto.
Per questo viene chiesto a Nicola Gratteri di scusarsi sia con Sal Da Vinci sia con i cittadini.
Le dichiarazioni sul referendum
La polemica si inserisce in un contesto già molto acceso. Nei giorni scorsi lo stesso procuratore aveva espresso una posizione netta sul referendum, sostenendo che chi crede nella legalità dovrebbe votare No alla riforma.
Secondo Gratteri, il voto contrario rappresenterebbe una scelta a difesa dell’attuale sistema giudiziario e della lotta alla criminalità.
Con il voto fissato per il 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma della giustizia continua dunque a infiammarsi tra accuse, smentite e scontri pubblici che coinvolgono magistrati, politici e personaggi del mondo dello spettacolo.
Giordano accusa Fratoianni: “Il pericolo viene dai centri sociali”