A L’aria che tira l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled accusa l’Iran di destabilizzare il Medio Oriente e avverte sui rischi anche per l’Europa.
Le dichiarazioni dell’ambasciatore israeliano in Italia
Nel corso della trasmissione L’aria che tira, l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, ha affrontato il tema della crisi in Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Iran nello scenario regionale.
Secondo il diplomatico israeliano, la stabilità nella regione non potrà essere raggiunta senza un intervento deciso sul piano militare. «La pace può essere ottenuta soltanto attraverso la forza militare», ha dichiarato Peled nel corso dell’intervista televisiva.
Nel suo intervento l’ambasciatore ha ricordato come, a suo giudizio, il Medio Oriente sia esposto da decenni alle tensioni generate dalla politica di Teheran e dalle attività dei gruppi alleati dell’Iran nell’area.
Il ruolo dell’Iran e dei suoi alleati nella regione
Peled ha spiegato che da oltre trentacinque anni l’Iran rappresenterebbe una delle principali fonti di instabilità nella regione, citando in particolare il sostegno fornito ai gruppi armati che operano in diversi Paesi del Medio Oriente.
Secondo il diplomatico, il rischio principale resta legato allo sviluppo di capacità militari avanzate da parte di Teheran, in particolare nel campo nucleare e nella produzione di droni. Finché l’Iran continuerà a perseguire questi obiettivi, ha affermato, sarà difficile parlare di una reale stabilità regionale.
I timori per l’Europa
Nel corso dell’intervento televisivo, Peled ha richiamato anche i possibili effetti della crisi mediorientale sul contesto europeo.
L’ambasciatore ha ricordato alcune dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi ha evidenziato i rischi legati alle attività militari iraniane, citando in particolare l’impiego dei droni prodotti da Teheran e utilizzati dalla Russia nel conflitto contro l’Ucraina.