Donald Trump conferma contatti con l’Iran ma parla di accordo ancora lontano. Nuovi raid su Teheran, operazioni israeliane in Libano e droni intercettati dall’Arabia Saudita.
Trump: “Dialogo con Teheran ma non sono pronti a un’intesa”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che sono in corso contatti tra Washington e Teheran, ma ha precisato che al momento non esistono le condizioni per un accordo che possa mettere fine al conflitto.
Parlando con i giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale, il leader americano ha spiegato che i colloqui esistono, senza però fornire dettagli sulla loro natura. “Sì, stiamo parlando con loro”, ha dichiarato, aggiungendo che l’Iran “non è ancora pronto”, pur ritenendo che le parti possano essere “abbastanza vicine” a un’intesa.
Lo stesso Trump ha inoltre affermato di non essere certo di voler concludere un accordo in questa fase. Secondo il presidente, molti esponenti della leadership iraniana sarebbero rimasti uccisi nei raid condotti il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele, tra cui anche la guida suprema Ali Khamenei.
Una ricostruzione contestata da Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha infatti smentito l’esistenza di negoziati con Washington, sostenendo che l’Iran non ha alcun interesse ad avviare colloqui con l’amministrazione statunitense.
Operazioni israeliane in Libano e droni intercettati in Arabia Saudita
Nel frattempo il conflitto continua ad allargarsi ad altre aree della regione. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l’avvio di operazioni terrestri nel sud del Libano, condotte dalla 91ª brigata con l’obiettivo dichiarato di ampliare la cosiddetta “zona di difesa avanzata” lungo il confine.
Secondo l’esercito israeliano, le operazioni mirano a distruggere infrastrutture del movimento Hezbollah, neutralizzare possibili minacce e rafforzare la sicurezza delle comunità israeliane nelle aree di frontiera.
Il ministero della Salute libanese ha comunicato che, dal 28 febbraio, gli attacchi israeliani nel Paese hanno provocato almeno 850 morti, tra cui 66 donne, 107 bambini e 32 operatori sanitari. I feriti sarebbero oltre 2.100, mentre più di 800.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.
Parallelamente, il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha riferito di aver intercettato 61 droni nella parte orientale del Paese nelle prime ore di lunedì. Le operazioni di difesa sono state rese note attraverso una serie di comunicazioni diffuse sulla piattaforma X.
Raid su Teheran e ipotesi sull’isola di Kharg
Nelle ultime ore nuovi bombardamenti hanno colpito Teheran, descritti come tra i più intensi dall’inizio del conflitto. Secondo corrispondenti dell’emittente Al Jazeera, colonne di fumo sono state visibili durante la notte in diversi quartieri della capitale iraniana.
Gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele continuano mentre cresce la preoccupazione per la situazione umanitaria. Le stime parlano di oltre tre milioni di sfollati e almeno 1.500 civili che avrebbero perso la vita dall’inizio delle operazioni militari.
Intanto, secondo quanto riportato dal sito Axios, l’amministrazione Trump starebbe valutando l’ipotesi di assumere il controllo dell’isola iraniana di Kharg, dove si trova uno dei principali terminal petroliferi del Paese. Un’eventuale operazione richiederebbe la presenza di truppe statunitensi sul terreno.
Il controllo dell’isola avrebbe un forte impatto sul mercato energetico internazionale, in un momento in cui i prezzi di petrolio e gas stanno registrando rialzi a causa del blocco iraniano nello stretto del Golfo, attraverso cui transita una quota significativa dell’offerta mondiale di greggio.