Donzelli denuncia post attribuito a una gip: “Se fosse vero sarebbe gravissimo”

Il deputato di Fratelli d’Italia pubblica lo screenshot di un profilo social che critica il governo e il referendum. Reazioni dei capigruppo FdI.

Lo screenshot e il sospetto sull’identità

Un post pubblicato sui social e attribuito a un profilo privato ha acceso un nuovo scontro politico sul referendum in materia di giustizia. Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha diffuso su X lo screenshot di un messaggio che, secondo alcune segnalazioni ricevute, potrebbe appartenere a una giudice in servizio a Torre Annunziata.

“Spero non sia vero”, ha scritto Donzelli, aggiungendo che, se la corrispondenza tra il profilo e una magistrata fosse confermata, si tratterebbe di un fatto “troppo grave”. Nel post contestato si ironizza su un suo intervento video relativo alla riforma oggetto del referendum e si fa riferimento a una presunta funzione della magistratura “di sinistra” di osteggiare il governo.

Il profilo, indicato con il nome “Manu Cozzi”, risulta privato e quindi non accessibile pubblicamente. Donzelli ha spiegato di non avere accesso diretto all’account e di essersi basato su segnalazioni ricevute.

Le reazioni di Bignami, Malan e Rastrelli

La vicenda ha immediatamente suscitato reazioni all’interno di Fratelli d’Italia. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha parlato di un episodio di “assoluta gravità”, sottolineando che il post sarebbe stato rimosso dopo la denuncia pubblica di Donzelli.

Il capogruppo al Senato Lucio Malan, intervenendo su X, ha richiamato il principio costituzionale della terzietà e imparzialità del giudice, collegando la vicenda al dibattito referendario.

Anche il senatore Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia, ha chiesto chiarimenti, osservando che l’eventuale coinvolgimento di un magistrato in esternazioni politiche porrebbe un problema di opportunità istituzionale.

Il nodo della terzietà e gli accertamenti

Al momento non risultano conferme ufficiali sull’identità della persona che gestisce il profilo social. I rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno invitato a chiarire l’episodio e ad accertare eventuali responsabilità.

La vicenda si inserisce nel clima di tensione che accompagna il referendum sulla giustizia, riportando al centro il tema del rapporto tra magistratura, comunicazione e neutralità istituzionale.

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