Rai, scontro su Cerno: il Pd chiede lo stop alla striscia tv

Nuova tensione in Vigilanza Rai: dopo il caso Pucci, il Pd si oppone all’ipotesi di una striscia quotidiana affidata a Tommaso Cerno. Replica dura della Lega.

Il caso Cerno e la nota del Pd

La Commissione di Vigilanza Rai torna al centro del confronto politico. Dopo le polemiche legate alla presenza del comico Andrea Pucci al Festival di Sanremo, l’attenzione si sposta su un’altra indiscrezione: l’ipotesi di una striscia quotidiana sulle reti pubbliche affidata a Tommaso Cerno, attuale direttore de Il Giornale.

La notizia, rilanciata da alcune testate, ha spinto i parlamentari del Partito Democratico presenti in Vigilanza a diffondere una nota ufficiale. Nel comunicato si chiede all’azienda di chiarire e, se necessario, smentire l’eventuale avvio del programma, indicato come previsto dal 3 marzo.

Secondo i dem, qualora fosse confermata, la scelta rappresenterebbe un ulteriore segnale di utilizzo politico del servizio pubblico. Nel documento si fa riferimento anche alla situazione della Commissione, ritenuta bloccata dall’opposizione, e al clima che precede appuntamenti elettorali come il referendum.

La replica di Tommaso Cerno e della Lega

La risposta di Tommaso Cerno non si è fatta attendere. Attraverso i social, il direttore ha criticato l’iniziativa del Pd, parlando di un tentativo di limitarne la libertà di espressione dopo quanto accaduto con Pucci.

In sua difesa sono intervenuti anche i parlamentari della Lega in Commissione di Vigilanza. In una nota, hanno accusato l’opposizione di voler impedire la presenza in Rai di voci non allineate, sostenendo che la richiesta di stop sarebbe una forma di censura.

Lo scontro si inserisce in una fase già segnata da tensioni tra maggioranza e opposizione sulla gestione del servizio pubblico e sugli equilibri interni alla Commissione.

Anche Chiocci nel dibattito

Nel confronto politico è stato citato anche Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1. Alcuni organi di stampa hanno riportato indiscrezioni su un possibile passaggio alla comunicazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Un’eventualità che il Pd ha definito problematica, chiedendo una smentita ufficiale da parte della Rai. Per i dem, un simile scenario alimenterebbe il sospetto di un intreccio tra informazione pubblica e governo.

Al momento, dall’azienda non sono arrivate comunicazioni definitive sulle ipotesi circolate. La vicenda resta quindi oggetto di confronto politico, in attesa di eventuali sviluppi ufficiali.

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