Giletti invita Ranucci in studio: “Dieci minuti per spiegare, poi confronto”

Massimo Giletti propone a Sigfrido Ranucci un faccia a faccia pubblico dopo le accuse reciproche. “Sono un uomo libero, non appartengo a lobby o servizi”.

L’invito al confronto televisivo

Massimo Giletti rilancia e propone un confronto diretto con Sigfrido Ranucci. In un’intervista al Corriere della Sera, il conduttore ha dichiarato di essere pronto a ospitare il collega nella sua trasmissione, Lo stato delle cose, offrendo uno spazio più ampio di quello utilizzato nel suo editoriale.

“Ritengo che Sigfrido Ranucci debba essere sempre e comunque difeso. Quando vuole lo invito a venire a Lo stato delle cose, già oggi, a spiegare questa vicenda. Io ho fatto un editoriale di cinque minuti, a lui ne offro dieci. Però poi si deve confrontare con me, con Michele Santoro come moderatore. Se accetta di venire, le porte sono aperte”, ha affermato.

L’invito arriva dopo giorni di tensione legati alla pubblicazione di chat attribuite al conduttore di Report.

Le chat e la rottura tra i due giornalisti

Giletti ha ricostruito uno scambio privato avvenuto nelle ore successive alla diffusione dei messaggi. “Due settimane fa, la mattina in cui Il Giornale di Cerno ha pubblicato le chat tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia, ho ricevuto un messaggio da Sigfrido: ‘Usano te per colpire me, è una totale manipolazione. La mia solidarietà’”, ha raccontato.

Il conduttore spiega di aver inizialmente dato credito a quella versione, salvo poi verificare personalmente i documenti giudiziari. “Scopro che è esattamente l’opposto di quello che sostiene Ranucci. Non c’è stata nessuna manipolazione, lui quelle cose le ha scritte davvero”, sostiene.

Secondo Giletti, il punto non sarebbe il contenuto delle frasi in sé, ma la presunta discrepanza tra il messaggio privato ricevuto e quanto emerso dai documenti.

Le accuse e il riferimento ai servizi

Nel corso dell’intervista, Giletti respinge anche le insinuazioni di essere vicino ai servizi segreti o a presunte lobby. “Sono un uomo libero, non appartengo ai servizi segreti né a nessuna lobby”, dichiara.

Il conduttore collega le tensioni attuali a precedenti divergenze professionali, citando la vicenda dell’incontro tra Matteo Renzi e l’ex dirigente dei servizi segreti Marco Mancini, oggetto di una sua inchiesta televisiva.

Giletti afferma che l’accusa di essere “uomo dei servizi” nascerebbe da quella fase. E aggiunge un riferimento a una risposta fornita in passato dall’ex capo dei servizi, Elisabetta Belloni, a un magistrato: “Ognuno si faccia delle domande e si dia delle risposte”.

Il confronto tra i due giornalisti resta aperto, in attesa di capire se l’invito al dibattito pubblico verrà accolto.

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