Botta e risposta tra M5S e Fratelli d’Italia sulla politica estera: rapporti con Trump, dazi, gas e partecipazione italiana al Board su Gaza al centro del confronto.
Le accuse del Movimento 5 Stelle
Tensione in studio a L’aria che tira, su La7, durante il confronto tra il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri e la parlamentare di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, con la conduzione di David Parenzo.
Silvestri ha messo in discussione l’efficacia dei rapporti tra il governo italiano e l’ex presidente americano Donald Trump. “Questi rapporti con Trump a noi pragmaticamente che c’hanno portato?”, ha chiesto, sostenendo che l’Italia avrebbe subito decisioni penalizzanti sul piano economico ed energetico.
Il parlamentare M5S ha citato l’aumento delle spese per armamenti, il costo del gas e l’introduzione di dazi commerciali, accusando l’esecutivo di non aver reagito con fermezza. Ha inoltre criticato la posizione italiana rispetto all’ipotesi, evocata in passato, di un interesse statunitense per la Groenlandia, sostenendo che su temi di questo tipo non vi sarebbe spazio per mediazioni.
Nel mirino anche il cosiddetto Board of Peace, organismo alternativo alle sedi multilaterali tradizionali: secondo Silvestri, l’Italia non dovrebbe legittimare iniziative che si pongono fuori dai consueti organismi occidentali.
La replica di Fratelli d’Italia
La risposta di Lucaselli è arrivata con toni altrettanto netti. “Subire la politica di Trump? Il Movimento 5 Stelle ha solo da insegnare nel subire la politica fatta da altri”, ha replicato, spostando il focus sulla necessità di presenza ai tavoli internazionali.
Secondo la deputata di Fratelli d’Italia, se esiste uno spazio in cui si discutono prospettive di pace per Gaza, l’Italia dovrebbe partecipare per incidere sulle decisioni. “Io non sono dell’idea che si possa incidere dall’esterno quando c’è un incontro di leader e si prenderanno decisioni che avranno un’influenza sulla Striscia di Gaza. Quindi io preferisco che il governo italiano ci sia”, ha affermato.
Per Lucaselli, la presenza al tavolo consente di conoscere e orientare il dibattito, mentre restare fuori significherebbe rinunciare a ogni margine di influenza.
Il nodo della politica estera
Il confronto televisivo ha evidenziato due visioni contrapposte: da un lato chi ritiene che l’Italia stia assumendo una postura eccessivamente allineata agli Stati Uniti; dall’altro chi sostiene che la partecipazione attiva nei consessi internazionali sia indispensabile per tutelare gli interessi nazionali.
Il tema dei rapporti transatlantici e del ruolo italiano nei nuovi assetti diplomatici resta così al centro del dibattito politico.