Referendum, Anna Falcone: “Finanziamenti solo da cittadini non impegnati in politica”

La portavoce del comitato “Giusto dire No” chiarisce i criteri di raccolta fondi: contributi esclusivamente individuali, nessun sostegno da partiti, associazioni o gruppi organizzati.

La posizione del comitato “Giusto dire No”

Nel dibattito sul referendum interviene Anna Falcone, tra i volti del comitato Giusto dire No, che ha voluto precisare le modalità con cui l’associazione sostiene la propria attività.

Falcone ha spiegato che la raccolta dei fondi segue criteri restrittivi e trasparenti. “La nostra associazione raccoglie finanziamenti soltanto da persone che non siano politicamente impegnate, quindi solo da singoli, non da associazioni, non da gruppi”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di mantenere autonomia rispetto ai partiti e alle organizzazioni strutturate.

Raccolta fondi limitata ai contributi individuali

La linea indicata dal comitato punta dunque su contributi provenienti esclusivamente da cittadini privati, escludendo qualsiasi sostegno economico da soggetti collettivi o realtà politicamente organizzate.

Secondo quanto affermato, la scelta risponde all’esigenza di garantire indipendenza nell’attività di sensibilizzazione e informazione legata alla consultazione referendaria. Il comitato ribadisce così la propria natura civica, fondata sull’adesione individuale.

Il contesto della campagna referendaria

Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui la campagna per il referendum è segnata da un confronto acceso tra i diversi fronti. I comitati impegnati nel sostegno delle rispettive posizioni stanno intensificando iniziative pubbliche, incontri e attività di comunicazione.

Nel quadro di questo confronto, la precisazione sui criteri di finanziamento si inserisce come elemento di chiarimento rispetto all’organizzazione interna e alle modalità operative del comitato “Giusto dire No”.

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