Formigli: “Il No cresce? In gioco c’è lo Stato liberale”

A diMartedì Corrado Formigli collega l’aumento del No nel referendum giustizia alla percezione che sia in discussione l’impianto liberale dello Stato.

L’analisi di Corrado Formigli a diMartedì

Nel corso dell’ultima puntata di diMartedì, il giornalista Corrado Formigli ha dedicato un passaggio al clima che accompagna il referendum sulla giustizia, soffermandosi in particolare sull’andamento dei consensi.

Commentando la dinamica tra i due fronti, Formigli ha richiamato l’attenzione sulla crescita del No, offrendo una chiave di lettura legata alla percezione pubblica della riforma. «Perché sale il No? Perché si sta iniziando a capire che c’è in ballo la sopravvivenza dello Stato liberale per come lo hanno disegnato i nostri Padri costituenti», ha dichiarato in trasmissione.

Il riferimento ai Padri costituenti

Nel suo intervento, il conduttore ha evocato il modello istituzionale delineato all’indomani della nascita della Repubblica, indicando nei principi fondativi un punto centrale del confronto. Il riferimento ai “Padri costituenti” richiama l’impianto costituzionale su cui si regge l’ordinamento italiano e che, secondo Formigli, sarebbe al centro del dibattito referendario.

L’analisi proposta in studio suggerisce che parte dell’elettorato stia maturando una valutazione più ampia della posta in gioco, oltre i singoli aspetti tecnici della riforma, collegando il voto a un equilibrio più generale tra poteri dello Stato.

Un clima politico in evoluzione

Le parole del giornalista si inseriscono in una fase in cui la campagna referendaria mostra segnali di crescente polarizzazione. La discussione pubblica si sviluppa tra letture diverse dell’intervento sulla giustizia, con posizioni contrapposte che coinvolgono esponenti politici, magistrati e opinionisti.

Il confronto resta aperto, mentre il dato politico evidenziato da Formigli – la progressiva crescita del No – contribuisce ad alimentare l’attenzione sull’esito della consultazione.

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