Zelensky “La Russia ha fallito”. Tajani e La Russa: “Serve una pace giusta”

Il 24 febbraio segna quattro anni dall’attacco russo. Zelensky rivendica la resistenza ucraina, le istituzioni italiane chiedono una pace non punitiva.

Quattro anni fa, il 24 febbraio 2022, i carri armati russi varcavano i confini dell’Ucraina dando inizio a quella che il presidente russo Vladimir Putin continua a definire una “operazione militare speciale”. Da allora, il conflitto si è trasformato in una guerra di logoramento che ha inciso profondamente sugli equilibri geopolitici globali, modificando le strategie di sicurezza, difesa e riarmo in Europa e oltre.

Zelensky: “Abbiamo difeso la nostra indipendenza”

Nel giorno dell’anniversario, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato alla nazione con un messaggio diretto. Ha ricordato come l’invasione fosse stata inizialmente presentata da Mosca come un’operazione rapida, destinata a concludersi in pochi giorni con la conquista di Kiev.

“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin ha iniziato la sua avanzata di tre giorni per conquistare Kiev”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando come la durata del conflitto rappresenti, a suo avviso, la prova del fallimento di quel piano. Il presidente ucraino ha rivendicato la resistenza del Paese, parlando di milioni di cittadini coinvolti in uno sforzo collettivo fatto di sacrificio, coraggio e perseveranza.

“Abbiamo difeso la nostra indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità”, ha affermato, richiamando il percorso intrapreso dall’Ucraina dal febbraio 2022 a oggi.

Le reazioni italiane

Anche in Italia il quarto anniversario dell’invasione è stato occasione di riflessione. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenendo a Radio Anch’io su Rai Radio 1, ha parlato di un conflitto che si è protratto ben oltre le aspettative dell’aggressore. Secondo La Russa, la previsione iniziale di una guerra lampo si è scontrata con la capacità di resistenza ucraina.

Ha quindi ribadito la necessità di lavorare per una soluzione diplomatica, evidenziando che non può esserci una pace punitiva per Kiev ma piuttosto una pace “giusta”, che tenga conto dei sacrifici sostenuti dalla popolazione.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato l’impegno italiano ed europeo per una pace “giusta e duratura”. Tajani ha richiamato il rispetto del diritto internazionale e ha ribadito il sostegno all’indipendenza e alla sovranità dell’Ucraina, ricordando le migliaia di vittime e le conseguenze umanitarie del conflitto.

Un conflitto che ha cambiato gli equilibri globali

A quattro anni dall’inizio dell’invasione, la guerra in Ucraina continua a influenzare le relazioni internazionali, la politica energetica europea e le strategie militari dell’Alleanza atlantica. Il conflitto ha ridefinito il concetto stesso di sicurezza nel continente, riportando al centro del dibattito la difesa territoriale e la deterrenza.

Mentre i combattimenti proseguono, l’attenzione della comunità internazionale resta concentrata sulla ricerca di una soluzione che possa garantire stabilità e rispetto della sovranità ucraina, in un quadro ancora segnato da profonde tensioni geopolitiche.

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