Fratoianni accusa Sanremo: “Censura maldestra, sbianchettata l’Unità”

Una scena dal passato, proiettata sul palco del Festival di Sanremo, ha acceso una polemica politica durata poche ore ma finita al centro del dibattito. Durante una serata della kermesse, è stata mostrata l’immagine di una storica prima pagina legata al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando l’Italia scelse la Repubblica al posto della monarchia.

Nel frame compariva un gruppo di cittadini intenti a leggere un quotidiano con il risultato del referendum. Secondo il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, la testata de “l’Unità” sarebbe stata “cancellata” attraverso un intervento grafico, configurando – a suo dire – una forma di censura.

Le accuse di censura

Fratoianni ha parlato di un’operazione grave, sostenendo che sul palco sarebbe stata oscurata la scritta del giornale per ragioni politiche. Nel mirino, implicitamente, la gestione Rai e il clima culturale attuale. Il riferimento è al ruolo che “l’Unità” e il Partito Comunista ebbero nella campagna referendaria del 1946 che portò alla nascita della Repubblica.

La polemica si è intrecciata anche con un refuso apparso in sovrimpressione – “Repupplica” – diventato rapidamente virale sui social.

La replica della Rai

A chiarire la vicenda è intervenuto in conferenza stampa Williams Di Liberatore, direttore dell’intrattenimento prime time della RAI. La spiegazione fornita è di natura tecnica: la rimozione della testata sarebbe stata effettuata per evitare la presenza di marchi riconoscibili non autorizzati, in linea con le regole sul product placement.

Secondo la Rai, lo stesso criterio sarebbe stato applicato anche ad altre immagini contenenti marchi o loghi, indipendentemente dal contenuto politico o storico.

La polemica, esplosa a ridosso dell’evento, si è così rapidamente ridimensionata, trasformandosi in un confronto sulla gestione dei diritti e sull’utilizzo di immagini storiche in un contesto televisivo ad ampia visibilità.

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