Mosca lancia l’allarme: “Kiev ha la bomba atomica, da dove arriva”

Nuove accuse da Mosca riaccendono lo scontro sul fronte ucraino. Il Cremlino sostiene che Regno Unito e Francia avrebbero tentato di trasferire armi nucleari a Kiev, parlando di una “palese violazione del diritto internazionale”. Un’ipotesi che, secondo le autorità russe, potrebbe incidere sui negoziati in corso.

Il presidente Vladimir Putin, intervenendo davanti ai vertici dell’Fsb, ha dichiarato che eventuali attacchi contro la Russia o contro le sue forze con “un elemento nucleare” avrebbero conseguenze ben precise. Sulla stessa linea l’ex presidente Dmitry Medvedev, che ha parlato della possibilità di ricorrere anche ad armi nucleari non strategiche contro obiettivi in Ucraina ritenuti minacciosi e, se necessario, contro i Paesi fornitori.

Londra e Parigi respingono le accuse, sostenendo che si tratti di un allarme privo di fondamento. Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito che l’“operazione militare speciale” prosegue, affermando che gli obiettivi fissati da Mosca non sarebbero ancora stati pienamente raggiunti.

Negoziati in salita

Il clima resta teso anche sul piano diplomatico. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, l’ex presidente statunitense Donald Trump punterebbe a un’intesa entro il 4 luglio. Tuttavia, sia Putin sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continuano ad accusarsi reciprocamente di ostacolare il percorso verso la pace.

Mosca sostiene che Kiev, con il supporto delle intelligence occidentali, stia tentando di sabotare il processo negoziale, anche attraverso minacce alle infrastrutture energetiche russe. Dall’altra parte, l’Ucraina denuncia continui attacchi contro i propri impianti, compresi quelli del gruppo Naftogaz, e contro l’oleodotto Druzhba.

Sul dossier energetico pesano anche le posizioni di Viktor Orbán, che ha annunciato il veto dell’Ungheria al prestito europeo da 90 miliardi destinato a Kiev, mentre la Slovacchia ha indicato una possibile ripresa imminente delle forniture.

Attentati e sicurezza interna

Parallelamente, la Russia fronteggia episodi di violenza sul proprio territorio. A Mosca, un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savlovskij ha causato la morte di un agente e il ferimento di altri due. Le autorità hanno parlato di attentato suicida, mentre sono in corso indagini per chiarire dinamica e responsabilità.

A quattro anni dall’inizio dell’invasione, il conflitto resta dunque lontano da una soluzione. Le accuse incrociate e le minacce legate all’uso di armi nucleari contribuiscono ad alimentare un quadro di forte instabilità, con i negoziati che appaiono ancora in salita.

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