Epstein files, Sacha Biazzo: “Sistema di protezione politico grazie a Trump”

Il caso legato ai cosiddetti “Epstein files” torna al centro del dibattito pubblico con nuove dichiarazioni del giornalista Sacha Biazzo, che ha richiamato le valutazioni formulate da consulenti delle Nazioni Unite sul sistema costruito attorno a Jeffrey Epstein.

Secondo Biazzo, alcuni esperti vicini all’Onu avrebbero definito la rete organizzata da Epstein e dalla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell come un “sistema criminale globale” finalizzato alla commissione di gravi reati, arrivando a parlare di possibili crimini contro l’umanità.

Il tema delle protezioni

Nel suo intervento, Biazzo ha posto l’accento su un aspetto che, a suo giudizio, resta ancora poco chiarito: come sia stato possibile per due persone costruire e mantenere nel tempo una rete di relazioni così estesa e influente.

“Quello che è sicuro – ha affermato – è che hanno goduto di un sistema di protezione politico, finanziario ed economico”. Nel suo commento ha citato, sul piano politico, il nome di Donald Trump, mentre sul piano finanziario ha menzionato l’imprenditore Leslie Wexner, figura storicamente legata agli ambienti economici frequentati da Epstein.

Un caso ancora al centro delle polemiche

Il dossier Epstein continua a generare interrogativi sulle eventuali coperture e sulle relazioni intrecciate negli anni con esponenti della politica, della finanza e dell’imprenditoria internazionale. Le inchieste giudiziarie hanno già portato a condanne e a una vasta mole di documenti resi pubblici, ma il dibattito resta aperto su eventuali responsabilità più ampie.

Le parole di Biazzo si inseriscono in questo contesto, rilanciando il tema della rete di protezioni che avrebbe consentito al sistema di operare per anni prima di essere smantellato.

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