Referendum, Paolo Mieli attacca la destra: “Campagna demenziale, casi gestiti male”

Parole molto dure quelle pronunciate da Paolo Mieli sulla gestione della campagna referendaria da parte del centrodestra. Il giornalista ha definito “demenziale” l’impostazione scelta, accusando la maggioranza di aver puntato su singoli episodi giudiziari senza una strategia coerente.

Tra gli esempi citati, Mieli ha richiamato il caso di Rogoredo, che a suo giudizio rappresenterebbe “uno dei più grandi suicidi mediatici e politici degli ultimi giorni”. Un riferimento che, secondo il giornalista, dimostrerebbe l’assenza di una regia politica capace di calibrare tempi e contenuti della comunicazione.

Nel mirino anche Matteo Salvini, descritto come spesso in prima linea nelle scelte più controverse. Tuttavia, per Mieli, la responsabilità principale sarebbe della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “È lei che non ha preso in mano la campagna elettorale per non intestarsi i casi”, ha spiegato, aggiungendo che quando è intervenuta direttamente, la gestione dei singoli episodi giudiziari sarebbe risultata, a suo avviso, sbagliata nel merito.

Secondo l’analisi del giornalista, una comunicazione fondata su casi simbolici rischia di trasformarsi in un boomerang, incidendo sulla credibilità complessiva dell’azione di governo. In particolare, Mieli ha sottolineato il pericolo di strumentalizzare vicende giudiziarie complesse per finalità politiche, con il risultato di polarizzare ulteriormente il dibattito pubblico in una fase già delicata della campagna referendaria.

Iran, Elly Schlein risponde a Mieli: “Voglio rassicurarlo…”

 

Lascia un commento