Referendum Giustizia, il Sì resta avanti ma il No recupera

Affluenza in lieve crescita ma sotto il 50%. Il Sì mantiene il vantaggio nei sondaggi, mentre il No riduce il distacco. Indecisi ancora numerosi.

Affluenza in aumento ma sotto la soglia

La campagna elettorale per il referendum sulla giustizia entra nella fase conclusiva con alcuni segnali che emergono con chiarezza. Secondo l’analisi di Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli, riportata da Il Giorno, si registra un incremento, seppur contenuto, della partecipazione potenziale al voto.

La quota di cittadini intenzionati a recarsi alle urne cresce rispetto alle rilevazioni precedenti, ma resta al di sotto della soglia del 50%. Un dato che mantiene aperto il tema dell’effettiva validità della consultazione, legata al raggiungimento del quorum.

Come accade spesso nelle consultazioni referendarie, l’elettorato di centrosinistra appare più sensibile al voto rispetto ad altre aree politiche. Tuttavia, anche in questo bacino si osservano dinamiche interne differenziate. In particolare, viene segnalata una lieve flessione nel consenso mobilitato dal Movimento 5 Stelle, elemento che contribuisce a rendere il quadro meno omogeneo rispetto alle prime settimane della campagna.

Equilibri in evoluzione tra Sì e No

Sul fronte delle intenzioni di voto, il quadro mostra un progressivo riequilibrio. Nelle fasi iniziali della competizione, il “Sì” appariva nettamente favorito. In quel momento, il “No” non presentava un fronte compatto: una parte consistente degli elettori del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, condividendo singoli aspetti del quesito referendario e in assenza di una pressione politica marcata, si orientava verso il “Sì”.

Con l’intensificarsi della campagna elettorale, la distanza si è ridotta. I sondaggi indicano comunque un vantaggio per il “Sì”, che si attesta al 54%, contro il 46% attribuito al “No”. Il margine resta significativo, ma inferiore rispetto alle prime rilevazioni.

Un elemento centrale rimane la quota degli indecisi. Circa un elettore su cinque dichiara l’intenzione di votare senza aver ancora scelto quale opzione sostenere. Si tratta di un bacino potenzialmente determinante nell’ultima fase della campagna.

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