Il ministro della Difesa ammette l’errore per la permanenza a Dubai durante la crisi in Iran. “Scelta mia restare, nessun preavviso agli alleati”.
L’ammissione in Parlamento su Dubai
Durante le repliche in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera, il ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato sulla sua presenza a Dubai nei giorni della crisi tra Stati Uniti e Iran.
Il titolare del dicastero ha spiegato di aver programmato un periodo di ferie negli Emirati Arabi, inserendo anche alcuni incontri istituzionali. “Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di ferie, in cui ho messo degli incontri istituzionali”, ha chiarito.
Crosetto ha precisato che la permanenza è stata una scelta personale. Avrebbe potuto rientrare immediatamente, ma ha deciso di restare: “Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, avrei potuto andare via subito”. Una decisione legata anche alla presenza dei figli: “Avevo due figli lì. Ho scelto di restare a Dubai. Avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, perché avevo i miei due figli e volevo stare lì”.
Nessun avviso preventivo agli alleati europei
Nel corso dell’audizione, Crosetto ha affrontato anche il tema delle comunicazioni tra Washington e i partner europei prima dell’azione militare. Secondo quanto riferito, l’Italia non sarebbe stata informata in anticipo, così come gli altri Paesi europei.
“Non è che non siamo stati informati come Italia, nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione se non quando gli aerei erano in volo”, ha affermato il ministro. Un passaggio che delinea un quadro in cui la decisione statunitense sarebbe maturata senza un preavviso formale agli alleati del continente.
Il tempismo dell’azione americana
Crosetto ha poi ricostruito il momento dell’intervento statunitense, sottolineando che l’operazione non sarebbe partita secondo il calendario inizialmente previsto.
“Gli Stati Uniti non sono partiti quando avevano programmato, cioè questa settimana, come sapevano tutti gli alleati, ma quando hanno avuto la certezza di colpire l’obiettivo principale”, ha dichiarato. Una scelta, dunque, legata alla valutazione operativa e alla sicurezza del risultato militare.
Le dichiarazioni del ministro arrivano in un contesto segnato da forti tensioni nel Golfo Persico e da ripercussioni anche sul piano energetico ed economico, con l’attenzione del Parlamento concentrata sugli sviluppi della crisi e sulle conseguenze per l’Italia.