L’ex premier Lamberto Dini a Rai Radio1 paragona l’invasione russa dell’Ucraina alle mosse degli Stati Uniti verso l’Iran e invoca una de-escalation.
Il parallelo tra Putin e gli Stati Uniti
Un confronto diretto tra quanto accaduto in Ucraina e le tensioni che coinvolgono l’Iran. A proporlo è Lamberto Dini, già presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, intervenuto nel corso della trasmissione Un Giorno da Pecora su Rai Radio1.
L’ex premier ha osservato che la condanna espressa dall’Occidente nei confronti di Vladimir Putin per l’invasione di un Paese sovrano dovrebbe essere valutata con lo stesso metro quando si analizzano le azioni militari degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran. “Si sarebbe tentati di dire che abbiamo condannato Putin per aver invaso un Paese sovrano con azioni militari ma è quello che stanno facendo gli Usa nei riguardi di un Paese sovrano come l’Iran”, ha dichiarato.
Un passaggio che richiama il tema della coerenza nelle relazioni internazionali e nel giudizio sulle operazioni militari condotte da grandi potenze in territori ritenuti sovrani.
Appello alla de-escalation e timori per l’Europa
Nel suo intervento, Dini ha poi richiamato la posizione espressa dal governo italiano, favorevole a un allentamento delle tensioni. Secondo l’ex capo dell’esecutivo, la strada della de-escalation rappresenta l’unica via per evitare conseguenze economiche pesanti, in particolare per l’Europa.
Il rischio principale, ha sottolineato, riguarda il possibile blocco nell’area iraniana, con effetti immediati sui mercati energetici. Un irrigidimento del conflitto potrebbe tradursi in un rialzo dei prezzi del petrolio e dell’energia, con ripercussioni dirette sui Paesi europei. “Il blocco che si sta creando in Iran porterà un aumento dei prezzi del petrolio e dell’energia, e quindi il costo economico della guerra sarà pagato dall’Europa”, ha aggiunto.
Le tensioni internazionali, dunque, non restano circoscritte al piano geopolitico ma si riflettono anche sulle economie nazionali, già alle prese con instabilità e rincari.
Energia e scenari economici
Il tema energetico si conferma centrale nello scenario delineato dall’ex premier. L’eventuale interruzione o limitazione dei flussi provenienti dall’area mediorientale potrebbe determinare nuovi squilibri nei mercati, con un aumento dei costi per famiglie e imprese.
L’Europa, secondo l’analisi proposta, rischierebbe di sostenere una parte significativa dell’impatto economico derivante dall’escalation. In questo quadro, l’invito alla prudenza e al contenimento delle tensioni si lega non solo a considerazioni diplomatiche ma anche alla tutela della stabilità economica del continente.