La segretaria Pd critica il governo dopo l’offensiva contro Teheran: no a bombardamenti unilaterali, sì alla via diplomatica.
“Meloni non interviene”
La reazione italiana all’offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran diventa terreno di scontro politico. A intervenire è la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che chiede al governo di chiarire la propria posizione.
“Il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione Usa, o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l’Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione”, afferma. E aggiunge: “Meloni non interviene, eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco, tanto da avere il nostro ministro della Difesa bloccato a Dubai”.
Secondo la leader dem, l’Italia rischia di perdere credibilità diplomatica se non assume una posizione autonoma nel quadro della crisi mediorientale.
Condanna del regime e no alle azioni unilaterali
Nel suo intervento, Elly Schlein ribadisce la condanna del regime iraniano: “Noi siamo stati nelle piazze contro il regime teocratico e liberticida di Teheran, contro la repressione brutale che ha visto il massacro di decine di migliaia di manifestanti, abbiamo chiesto di inasprire le sanzioni e di isolare il regime con ogni sforzo diplomatico della comunità internazionale”.
“Khamenei era un dittatore sanguinario di cui non sentiremo la mancanza”, puntualizza. Tuttavia, aggiunge, “al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale”.
La linea indicata è quella di un impegno per una transizione democratica e pacifica in Iran, con il coinvolgimento diretto del popolo iraniano.
La richiesta di una svolta diplomatica
Per il Pd, la priorità resta evitare un’escalation. “Siamo tutti convinti che il regime teocratico dell’Iran non possa sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono i bombardamenti e la guerra, è la via negoziale e diplomatica”, sottolinea Schlein.
La segretaria dem critica inoltre le mosse del presidente statunitense: “Trump solo qualche giorno fa convocava il Board of Peace con cui intende sostituire l’Onu e poi decide da solo insieme a Netanyahu dove e come colpire. Diceva che avrebbe messo fine ai conflitti, e invece produce caos e apre la strada a una pericolosa spirale di guerra dai risvolti imprevedibili su tutta la regione e anche sulla fragile tregua a Gaza”.
Nel quadro delineato dal Pd, l’Italia dovrebbe puntare sul rilancio del multilateralismo e su un ruolo attivo della diplomazia europea per fermare l’escalation.